Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€.
Un nuovo luogo per la cura degli anziani. Storia di un sito raccontata attraverso l'architettura
€ 8,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Luciano |
| EAN | 9788860263995 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Architettura e urbanistica Scienze sociali |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Il concetto di assistenza, inteso come patrimonio immateriale di una società, ha subito nel corso dei secoli una metamorfosi radicale, passando dalla dimensione etico-spirituale a quella meramente clinico-gestionale. L'etimo hospitium, nel contesto cristiano medievale, non sottendeva una struttura di degenza, bensì un atto di accoglienza pura. In tale alveo culturale, l'assistenza al povero e al malato era configurata come un dovere morale e una partecipazione al sacro; l'ospizio medievale, situato lungo le direttrici dei pellegrinaggi, rappresentava uno spazio ibrido di sosta e condivisione dove la cura dell'anima precedeva la terapia del corpo. La transizione verso la modernità, accelerata dall'Illuminismo e dalla Rivoluzione Industriale, ha determinato una progressiva "medicalizzazione" dell'ospizio. Lo Stato, sostituendosi alla carità privata, ha trasformato l'accoglienza in controllo sociale, relegando l'anziano e il non produttivo in strutture segregate. Attualmente, la disciplina architettonica è chiamata a una nuova in versione di paradigma: superare il modello ospedaliero per approdare al concetto di RSA (Residenze Sanitarie Assistite) e Senior Living, dove il focus trasla dalla "cura della patologia" alla "qualità della vita". Esempi paradigmatici di questa tendenza sono i Maggie's Centres nel Regno Unito. Queste strutture, fondate sulla visione di Maggie Keswick Jencks e Charles Jencks, non sostituiscono i centri oncologici ma agiscono come infrastrutture di supporto psicologico e sociale. Progettati da firme quali Norman Foster(Manchester) e OMA/Rem Koolhaas (Glasgow),i centri sfruttano il legno, il vetro e la continuità spaziale con il verde per mitigare il trauma della malattia attraverso il biophilic design, recuperando la natura originaria dell'hospitium inteso come spazio di relazione.