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Farestoria. Società e storia pubblica - Vol. 1
€ 10,00
Dettagli
| FORMATO | Rilegato |
| EDITORE | I.S.R.Pt Editore |
| EAN | 9788861440968 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Opere generali e dizionari Storia |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Sin dall'affermarsi delle prime forme di società, il tema della gestione degli spazi, siano essi pubblici o privati, si è imposto come un problema politico di primaria rilevanza. Le diverse modalità di utilizzo, appropriazione e risignificazione dei luoghi costituiscono infatti una dimensione cruciale dei rapporti di potere. Incidendo sui meccanismi di inclusione ed esclusione politica, sociale e culturale, queste dinamiche innescano conflitti le cui forme di volta in volta si rinnovano in relazione ai mutamenti di contesto. In età contemporanea, in particolare, tali processi hanno generato un rapporto ambivalente tra la sperimentazione di pratiche di resistenza dal basso e la continua rielaborazione dei dispositivi di controllo e di repressione messa in atto dalle istituzioni. L'Italia contemporanea non fa certo eccezione. Una delle principali articolazioni del conflitto sociale si è spesso espressa attraverso una dimensione fortemente materiale, riconducibile alla disputa per il controllo e l'uso dello spazio pubblico. Dalle mobilitazioni operaie alle proteste studentesche, dalle rivendicazioni per il diritto al pane, alla terra, all'abitare e al welfare alle lotte per la pace contro la presenza di basi militari sul territorio nazionale, passando dalle più recenti istanze ecologiste e per la tutela dei beni comuni, queste esperienze sono attraversate da un filo rosso che lega generazioni tra loro differenti. Lo spazio, così, non si presenta come un semplice contenitore neutro, ma assume piuttosto una duplice fisionomia, configurandosi al contempo come oggetto della contesa ma anche come luogo della sua stessa messa in scena. I contributi raccolti in questo fascicolo di «Farestoria» mostrano quanto tutt'oggi, in anni di (presunta) dematerializzazione dei processi sociali, quella dello spazio risulti una categoria analitica particolarmente feconda. Adottare le lenti della contesa materiale non significa infatti limitarsi ad osservare i luoghi del conflitto dall'esterno, quanto piuttosto avventurarsi in ogni loro recesso, anche quelli più marginali o meno visibili. Dalle case alle piazze, passando per le fabbriche dismesse, le zone umide, le spiagge e gli spazi della cura, emerge un insieme di tasselli, tutt'altro che esaustivo, capace tuttavia di restituire un'originale geografia della conflittualità nell'Italia repubblicana del secondo Novecento.