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Corpo a corpo. Dall'involucro materno ai fantasmi d'azione del bambino
€ 16,00
Dettagli
| FORMATO | Rilegato |
| EDITORE | Poiesis (Alberobello) |
| TRADUTTORI | s. marusca compostella |
| EAN | 9788862781206 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Psicologia Pedagogia e discipline educative |
| COLLANA / SERIE | Lezioni |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Il rapporto tra la madre e il bambino è fondato sul corpo: sin dalla vita intrauterina si crea una sintonizzazione profonda, di scambio e di contenimento, la stessa che il bambino ritroverà dopo la nascita e che porrà le basi per la sua evoluzione psichica. L'oggetto materno infatti, agendo come contenitore strutturante, è in grado di far vivere al bambino una dimensione reale del suo corpo, attraverso il suo tono, le sue posture, i suoi movimenti, il suo ritmo, i suoi contatti, la sua voce e il suo linguaggio verbale con una certa regolarità, introducendo un filtro sopportabile nei fantasmi del bambino, trasformando l'illusione corporea nella sicurezza di base necessaria per costruire l'unità del Sé. Il bambino si costituisce dunque delle produzioni immaginarie mitigate e modulate dalla realtà dell'oggetto materno, che egli mette in opera progressivamente per il piacere dell'azione: è nel gioco spontaneo infatti che il bambino vive il piacere di rappresentarsi e di rappresentare la propria storia relazionale, in una dialettica di sentimenti d'amore e di odio. Il gioco spontaneo si sviluppa solo a condizione che il legame con l'oggetto materno persista e perduri; è il legame inconscio che lega entrambi che fa vivere al bambino il piacere e gli infonde sicurezza, e che si basa su un vissuto di rassicurazione profonda di fronte alle mancanze del corpo legate alle angosce primarie. Senza questo legame, non c'è gioco spontaneo. È qui che interviene la pratica psicomotoria terapeutica di Bernard Aucouturier, specialista della psicomotricità del bambino, che accompagna i bambini che non sono in grado di giocare, che non sono in un gioco spontaneo, a causa di angosce difficilmente assumibili o non assumibili, nell'impossibilità di rassicurarsi contro l'intensità delle angosce arcaiche e che dunque non accedono ad una propria dimensione simbolica. Si tratterà quindi per lo psicomotricista-terapeuta di aiutare il bambino a trovare il legame somatopsichico attraverso il piacere ritrovato e attraverso giochi di rassicurazione profonda nella relazione con l'altro, sola condizione per lui di appropriarsi di una nuova organizzazione simbolica.