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Schede umanistiche. Rivista semestrale dell'Archivio Umanistico Rinascimentale Bolognese - Vol. 38\2
€ 30,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | DeriveApprodi |
| EAN | 9788865486566 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Opere generali e dizionari Critica e storia della letteratura |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Il volume si apre con gli interventi di Lucia Floridi, sugli epigrammi attribuiti a Luciano di Samosata, e di Silvia Mattiacci, sull'VII libro delle "Metamorfosi" di Apuleio, che partono da prospettive di lavoro differenti per cogliere punti di contatto inattesi e soluzioni condivisibili che riguardino questioni filologiche o testi già riccamente commentati. Passando alla prima modernità, il fascicolo procede con due contributi dedicati a Luigi Pulci: mentre Luca Degl'Innocenti si dedica al "Morgante", Alessio Decaria affronta i più trascurati testi minori del poeta fiorentino. Il dittico mostra come un commento intratestuale sia imprescindibile per opere complementari. Dopo il contributo di Federico Baricci, dedicato a Folengo e al suo "Baldus", che dà conto di quanto sia impegnativa l'edizione di un'opera cosi sofisticata per tradizione del testo e per spessore linguistico, si passa a due articoli dedicati a Tasso. Il primo, di Tancredi Artico, offre l'esempio di come l'esegesi antica della "Liberata" possa essere utilmente impiegata nei commenti moderni; il secondo, di Rosario Lancellotti, si avvale di alcuni postillati del poeta di Sorrento per illustrare come le abitudini di Tasso lettore si riverberino sulle sue scelte d'autore. Si passa poi a un caso estremamente interessante con il contributo di Maria Cristina Cabani e Andrea Lazzarini, che portano l'esempio dell'edizione critica e commentata della "Secchia rapita", impresa particolarmente complessa per l'articolata storia editoriale e per l'intrinseca componente parodica dell'opera. Il fascicolo si chiude con i contributi dedicati a Marino. Il primo, di Beatrice Tornei e Marco Landi, restituisce l'esperienza dell'edizione della "Galeria", frutto della collaborazione tra filologi, letterati e storici dell'arte. L'ultimo saggio, di Sara Stifano, pone invece l'accento sulla necessità di considerare le arti visive per commentare e comprendere l'"Adone".