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Descrizione
Nel libro di Paola Bianchi, storica dell'età moderna che ha dedicato molti studi allo stato sabaudo nel Settecento, le "porte d'Italia" richiamano l'idea di un varco più che di una frontiera percorso da diversi viaggiatori interpreti della duratura tradizione del grand tour. Meno presenti nell'ampia letteratura che è stata dedicata al viaggio in Italia, perché meno studiato il luogo che ne accolse molti, prima che essi raggiungessero o dopo aver vsitato le tappe più scontate nei grandi centri artistici e archeologici della Penisola. In particolare è rilevante la specifica ragione del loro soggiorno a Torino: frequentare l'Accademia Reale, alta scuola di istruzione militare che divenne rinomata tra le corti europee. Per tutto il Settecento la capitale sabauda fu così meta di un'interessante e variegata frequentazione internazionale di gentiluomini in formazione diventando centro di una fitta rete di relazioni diplomatiche. Un mondo che rivela prima di tutto l'interesse politico per quella che si stava profilando come la capitale di uno Stato composito alle porte della Penisola, ma anche in una posizione di cerniera con l'Europa.