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La Bella di Catania. Costanza di Hohenstaufen sui troni di Sicilia. La regina Costanza di Svevia a Messina, Palermo e Catania - Librerie.coop

La Bella di Catania. Costanza di Hohenstaufen sui troni di Sicilia. La regina Costanza di Svevia a Messina, Palermo e Catania

€ 48,00
Dettagli
FORMATO Rilegato
EDITORE ABE
EAN 9788872973103
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Biografie
Storia
COLLANA / SERIE Regine di Messina
LINGUA ita

Descrizione

Il volume "Costanza di Hohenstaufen sui troni di Sicilia" si offre al lettore come un saggio storico di rara e ibrida armonia, capace di fondere il rigore della ricerca d'archivio con il calore appassionante del racconto biografico. L'autore non si abbandona ai miti popolari, ma mette metodicamente a confronto le antiche cronache medievali con i diplomi ufficiali della cancelleria siculo-aragonese, ripulendo la memoria della stirpe sveva dalle calunnie del tempo. Il viaggio nel testo prende il via tra le mura della corte della Sicilia federiciana, dove la giovanissima Costanza cresce avvolta dall'affetto del padre, il colto re Manfredi, e della nutrice Bella d'Amico, prima che la geopolitica la prometta in sposa all'infante Pietro d'Aragona. Le nozze reali la conducono in Catalogna, terra che accoglie con favore i versi dei trovatori in lingua d'oc, ma il destino della sua dinastia vira bruscamente verso la tragedia con la caduta di Manfredi a Benevento e la spietata esecuzione del giovane Corradino a Napoli. Molti esuli e intellettuali siciliani, tra cui lo strategico Giovanni da Procida, fuggono in Aragona cercando protezione alla corte di Pietro e Costanza, portando con sé il desiderio di riscatto mentre i fratelli della principessa restano prigionieri nelle carceri angioine. La narrazione si accende di passione con lo scoppio spontaneo dei Vespri Siciliani nella primavera del 1282, quando Palermo e Messina insorgono spingendo re Pietro III a sbarcare a Trapani per rivendicare i diritti della moglie, unica legittima erede al trono svevo. Nella primavera del 1283 anche la regina Costanza sbarca finalmente nell'isola, e il successivo mese di aprile segna il momento di massima maturità politica della sovrana. Dovendo il marito rientrare in Spagna per affrontare la delicata "disfida di Bordeaux" e le minacce francesi, Costanza viene investita con diplomi ufficiali del titolo supremo di Regina Siciliae et vicaria, dotata di pieni e assoluti poteri regi. La regina sceglie Messina come cuore pulsante e capitale del suo governo ed elegge il castello cittadino e i palazzi dello Stretto a sua dimora reale. Siede stabilmente su questo scranno regale per circa tre anni, dal marzo del 1283 fino ai primi mesi del 1286, coordinando le decisioni strategiche ed economiche dell'intera isola in fiamme con polso fermo e grazia innata. In questo triennio d'oro, la sovrana guida da Messina un consiglio straordinario di fedelissimi composto dal grande cancelliere Giovanni da Procida, dal maestro giustiziere Alaimo di Lentini e dal leggendario ammiraglio Ruggero di Lauria. È proprio nella città dello Stretto che Costanza compie il suo gesto più celebre e lungimirante: quando, nel giugno del 1284, la flotta siciliana rientra trionfante nel porto trascenando a rimorchio le navi nemiche e conducendo in catene l'erede al trono angioino, Carlo lo Zoppo, davanti al palazzo reale si raduna una folla oceanica e inferocita che ne chiede la testa. La regina rifiuta di macchiarsi del sangue di una vendetta sommaria, disinnesca l'ira del popolo messinese con parole sagge e fa imbarcare di nascosto il prigioniero per la Catalogna, trasformandolo in una preziosa moneta di scambio politico che salverà anche la vita di sua sorella Beatrice. Questo volume si conclude restituendo Costanza di Hohenstaufen alla realtà storica grazie al rigore d'archivio che supera i miti popolari e consacra Messina come capitale della sua reggenza. L'opera delinea la figura di una sovrana autonoma e lungimirante nella diplomazia, offrendo un'armonica sintesi documentale che celebra la memoria del Mezzogiorno e la grandezza di una Regina capace di governare con fermezza d'acciaio e grazia innata. La reggenza si conclude felicemente all'inizio del 1286 quando, dopo la scomparsa di re Pietro, lo scettro di un'isola ormai pacificata passa al figlio minore Giacomo, incoronato a Palermo. Costanza si congeda così dalla storia lasciando la Sicili...