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Benevento. Cade l'Enclave. I della leonessa sul sedile del Duomo in nome del re, i banchieri di Firenze scippano la seta e fondono l'oro. I quinternioni di Avignone (1316-1322) - Vol. 7
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Descrizione
La differenza tra fatti e storia di carta L'incrocio DI atti notarili e cronache Questa ricostruzione storica segue con la massima fedeltà la realtà dei fatti, sebbene essa non sempre possa combaciare con la storia riportata dalle carte. L'analisi critica e la verifica di veridicità del materiale documentario relativo al luglio 1316 evidenziano un testo strutturato come pubblicazione scientifica; il lavoro distingue infatti tra fonti dirette, regesti ricostruiti e interpolazioni narrative per garantire il rigore richiesto dall'accademia. La base del volume sono le Fonti Primarie Certificate (AAV e ASFI), il nucleo di ferro della ricerca che poggia sulla contabilità di Arnaldus Brisaco (RCA, Vol. 353) e sui registri dei Bardi (ASFI, Busta 42). Questi documenti sono ritenuti autentici al 100% dalla storiografia. Le annotazioni di Brisaco del 1°, 4° e 31° luglio riflettono esattamente la prassi della Reverenda Camera Apostolica. Il dato tecnico del "disavanzo" causato dai della Leonessa è inoppugnabile: il blocco di Porta Somma e la deviazione delle acque del San Martin-Abellona di Pietra Castagnara dal fiume Sabato non sono invenzioni, ma "causali" burocratiche utilizzate dal collettore per giustificare ad Avignone il fallimento della riscossione. Tali atti confermano il progressivo abbandono dei luoghi da parte di quegli abitanti che avevano già risalito le contrade di Pietrastornina. I documenti fiorentini qui riportati confermano l'asse finanziario-militare. La "scorta" pagata a Giovanni della Leonessa è registrata come voce di costo reale: questi atti sono la prova provata che l'enclave beneventana era diventata una succursale economica del Regno di Napoli. L'utilizzo delle pergamene dei monasteri e i toponimi (ASBN) tratti dalle fonti di Santa Sofia, San Modesto e della Mensa Arcivescovile richiede invece una distinzione tra fatto storico e trascrizione paleografica. Il Trivium (rione urbano), l'Hortus Magnus (zona dei gelsi di San Modesto) e Porta Somma sono toponimi ufficiali certificati nei catasti trecenteschi. Alcune querele degli Abati (ad esempio quelle del 10 e 19 luglio) sono classificate come "Regesti Ricostruiti". Ciò significa che, sebbene l'originale possa essere andato perduto nei vari saccheggi o terremoti, il loro contenuto è dedotto dalle Inquisitiones successive (Buste XIV-XXII) che citano quegli eventi come "precedenti" legali. I documenti sulla produzione della seta a Benevento sono veritieri: il monastero possedeva effettivamente i mulinelli e i gelsi presso la zona fluviale, rendendo lo scontro del 19 luglio storicamente coerente con la struttura economica del tempo. A volte, invece, è difficile distinguere - per dolo o per ignoranza dei cronisti - se la Domus Abellola sia quella ricostruita a Benevento al Triggio, o quella al Trivio di frontiera con i regnicoli di Ceppaloni, Arpaise e Pietrastornina sull'Abellola. Proprio perché la cittadella sul fiume era stata distrutta, la Mensa ricostruì il quartiere omonimo a Benevento, anche se la maggior parte dei coloni preferì sottrarsi al Papa per affidarsi ai castellani regi di Pietrastornina e Arpaise. La storia, dunque, non è piatta, ma fatta di spostamenti umani e ricostruzioni fisiche. Per quanto riguarda l'Obituarium e la "Memoria Martiriale" (Bibl. Cap. Cod. 28), questa è la sezione più delicata dal punto di vista scientifico, dove la cronaca incontra la propaganda ecclesiastica. Nomi di defunti come Nicolaus de Arpaia o Petrus de Arpaia compaiono nell'Obituarium S. Spiritus: la loro morte è reale, ma la narrazione della loro fine (come l'uccisione "sotto le lance" del 23 luglio) è spesso ammantata da un linguaggio agiografico. Il documento potrebbe quindi essere stato scritto ad arte per giustificare fatti e rivendicazioni di beni successivi. Qualche dubbio resta su possibili falsi o interpolazioni riguardo alcuni dettagli sulle "voci e grida" dei soldati angioini (come il celebre "Ubi est au...)