Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€.
«El fratin mi ynginiero». I Paleari Fratino da Morcote, ingegneri militari ticinesi in Spagna (XVI-XVII secolo)
€ 50,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Casagrande |
| EAN | 9788877134189 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2004 |
| CATEGORIA |
Architettura e urbanistica |
| COLLANA / SERIE | Itinerari |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Nell'area del Mediterraneo della seconda metà del XVI secolo, dove lavorano molti ingegneri militari di origine italiana, un nome compare con maggior frequenza nelle carte di stato sulle fortificazioni di Milano, Cagliari, Pamplona, San Sebastián, Gibilterra, Cadice, Lisbona, Cascais, Orán, Mers-el Khebir, Goletta di Tunisi e di decine di altre piazze: «El fratín», il Fratino ingegnere. O meglio, gli ingegneri, poiché sotto questo soprannome vanno tre fratelli, Giovan Giacomo, Bernardino e Giorgio Paleari Fratino, nonché il figlio e il nipote di questi, Francesco e Pietro, anch'essi tecnici della fortificazione nel primo XVII secolo, nativi «del vurgo de morco lago de lugan Jurisdiçion dela ylustrisima Señoria Subiçera que es en lombardia», cioè di Morcote, presso Lugano. Già a una prima osservazione il loro contributo alla difesa della Spagna e di príncipi alleati in Italia si rivela di straordinario rilievo per quantità di realizzazioni, qualità degli edifici, raffinatezza nella grafica del disegno, razionalità nel concetto strategico. L'indagine più approfondita sui documenti mostra inoltre che Filippo II e i successori si rimettono con totale fiducia al loro giudizio per ispezioni e appalti, come per l'assunzione di funzionari e di mano d'opera comune e specializzata. Anno dopo anno i Paleari Fratino plasmano il sistema difensivo della monarchia e il territorio, cambiando il volto delle città che circondano di baluardi: dopo il loro passaggio sia la geografia urbana sia il paesaggio sono irriconoscibili. Soli intermediari fra loro e Filippo I, il Consejo de guerra e il segretario privato, ma non sempre: illustrano a volte al sovrano in persona il loro parere, ne ricevono ordini, gli mandano rapporti ossequiosi ma fermi quanto al contenuto. A loro «el Rey prudente» risponde con dispacci indirizzati «Al fratin mi ynginiero y capitan ordinario de jnfanteria». Ma dalle carte emergono pure i risvolti della professione: il paragone con l'attività di contemporanei mostra quanto sia importante il loro ruolo nella storia militare, il confronto con l'opera di chi precede e segue mette in luce le esigenze politiche e belliche della Spagna nell'arco di un secolo: la nascita dello «stato» moderno, la Castilla del «Siglo de oro», attraverso la difesa di un unico confine e dei territori su cui esercita un influsso; l'ora della contienda con gli avversari; il declino del potere «de los Austrias». Se la fortezza bastionata è simbolo visibile dell'affermazione dello «stato nazionale», l'attività dei Paleari si può leggere come traduzione nel militare del sogno antico di un impero «cattolico» universale. Prefazioni di Mario Botta e di Luigi Zanzi. Presentazione di Marina Masoni.