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Il teatro nella Svizzera italiana. La generazione dei «fondatori» (1932-1987)
€ 30,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Casagrande |
| EAN | 9788877135155 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2008 |
| CATEGORIA |
Critica teatrale |
| COLLANA / SERIE | Itinerari |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Esiste il teatro nella Svizzera italiana? Certamente: le testimonianze di una vita teatrale in questa regione tra le Alpi e la Lombardia risalgono fino alle soglie del XVII secolo, mentre ancor oggi sopravvivono magnifici edifici ottocenteschi, come il Teatro Sociale di Bellinzona. Ma la domanda che questo saggio si pone è piuttosto se esista un teatro della Svizzera italiana. Vale a dire un teatro di produzione autoctona, con caratteristiche proprie. La risposta a questa seconda domanda è assai complessa. Il professionismo, sulle scene svizzero-italiane, è un fenomeno recente; i primi attori e registi, addirittura la prima «scuola», nascono nel 1932, con la creazione della Radio Svizzera Italiana. Da quel momento in poi anche il Ticino e il Grigioni italiano iniziano a sognare l'avvio di una tradizione teatrale professionistica e gli sforzi intrapresi - in una sostanziale povertà di mezzi - sono marcati da una netta volontà di «fondazione», che si appoggia su alcuni postulati ideologici forti: la sprovincializzazione, il decentramento, l'identità italiana in terra elvetica. Lo studio si suddivide in due parti: una analizza il pionieristico lavoro di Guido Calgari per professionalizzare la produzione teatrale (limitandola alla radio); l'altra segue le strategie con cui, nel secondo dopoguerra, numerosi artisti hanno costruito una storia teatrale, geograficamente marginale, ma non priva di sorprese. Per la prima volta vengono repertoriate e analizzate le testimonianze di una vicenda culturale appassionante, che permette di meglio capire anche l'attuale scena indipendente della Svizzera italiana. E un'intera regione, che si riflette nello specchio del suo teatro. Introduzione di Andreas Kotte.