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L'occhio che ascolta. Medicina ed empatia
€ 25,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Casagrande |
| EAN | 9788877135711 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2014 |
| CATEGORIA |
Medicina Biografie |
| COLLANA / SERIE | Saggi |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Eminente cardiologo, da decenni impegnato nella lotta contro il cancro, Giorgio Noseda ha contribuito in modo decisivo ai progressi del settore medico ticinese. Grande sostenitore della medicina scientifica e tecnologica (come dimostra il suo apporto al rinnovamento dell'Ospedale della Beata Vergine a Mendrisio e, più di recente, alla creazione dell'Istituto di Ricerca in Biomedicina a Bellinzona), Noseda è però altrettanto convinto della necessità di «umanizzare» la medicina e non si stanca di ricordarci che la medicina è una scienza applicata in cui l'empatia tra medico e paziente gioca un ruolo fondamentale. Ed è proprio questo stretto legame tra le esperienze della vita e la scienza a costituire il filo conduttore della lunga conversazione con Giulia Fretta. Sollecitato dalla giornalista, Noseda rievoca alcuni momenti centrali della sua stessa storia familiare e professionale: l'infanzia a Chiasso e il forte legame con i genitori, il sostegno della moglie nonostante la sua professione totalizzante, il rapporto con il mistero della trascendenza, i progetti umanitari, gli incontri con personalità del mondo scientifico, come il Premio Nobel Renato Dulbecco, e con artisti di fama internazionale come Jean Tinguely e Arturo Benedetti Michelangeli, l'esperienza politica quale deputato in Gran Consiglio, senza dimenticare la breve, entusiasmante ma anche sofferta esperienza del «Quotidiano», giornale progressista fondato insieme a Silvano Toppi e altri. Questo libro è dunque la preziosa testimonianza di un uomo che ha dedicato la vita allo studio della medicina e alla cura dei malati, ma offre anche un utile bilancio sulle strutture sanitarie e sulla ricerca medica in Ticino e in Svizzera. Completano il volume alcune foto dell'album privato di Giorgio Noseda e le testimonianze di Umberto Veronesi, Silvano Toppi e Guido Ceronetti.