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Sottovuoto. L'immagine che non si consuma - Librerie.coop

Sottovuoto. L'immagine che non si consuma

€ 14,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE NonSoloParole Edizioni
ILLUSTRATORI m. ambrosio, r. calafiore, dars y dars, ciro k, R. Maglione, a. d. musella, r. sanhez
EAN 9788888850863
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Fotografia
COLLANA / SERIE Saggi e pensieri
LINGUA ita

Descrizione

Il testo di Rosario Pinto propone una riflessione sulla fotografia attraverso il suo sviluppo storico e le trasformazioni determinate dalla rivoluzione digitale. Dalle prime esperienze della camera oscura alla nascita della fotografia moderna, dalla riproducibilità tecnica alla contemporanea moltiplicazione digitale dell'immagine, il volume indaga il progressivo mutamento della funzione della fotografia e del ruolo del fotografo. Nell'epoca in cui ogni immagine può essere duplicata, condivisa e riprodotta all'infinito, la fotografia rischia di trasformarsi da esperienza estetica e conoscitiva in consumo indistinto di immagini. Pinto individua nella ricerca di alcuni artisti-fotografi contemporanei una possibile risposta a questa deriva: una fotografia non più semplicemente descrittiva o mimetica, ma capace di assumere una funzione critica, interpretativa e concettuale della realtà. È all'interno di questa prospettiva che nasce il progetto Sottovuoto: una fotografia stampata su carta viene fisicamente incapsulata in una pellicola, accompagnata da una certificazione che ne attesta l'originarietà e l'originalità, trasformando un'immagine potenzialmente infinitamente moltiplicabile in un "originale-originario" irripetibile. L'operazione assume così una duplice valenza, estetica ed etica. Da una parte mette in discussione il concetto contemporaneo di immagine e di originalità; dall'altra rivendica la responsabilità dell'artista nella produzione e nella circolazione delle immagini, opponendo alla proliferazione indiscriminata una scelta consapevole di conservazione. Sottovuoto diventa quindi una riflessione più ampia sulla memoria, sull'identità e sul destino della cultura nell'epoca della sovrabbondanza informativa: mettere "sotto vuoto" non significa conservare nostalgicamente il passato, ma preservare ciò che può ancora alimentare il pensiero critico e la capacità dell'arte di interrogare il presente.