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Memorabilia Pompeiana
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€ 300,00
Dettagli
| FORMATO | |
| EDITORE | L'Erma di Bretschneider |
| EAN | 9788891331984 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2023 |
| CATEGORIA |
Storia |
| LINGUA | ita |
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Descrizione
Tra il XVIII e il XIX secolo, Napoli e il suo regno furono un centro nevralgico per il milieu antiquario sia locale sia straniero. La Corona borbonica compì un notevole sforzo per tutelare il patrimonio archeologico dello Stato, segnatamente in seguito all'inizio degli scavi nei siti vesuviani: Ercolano nel 1738, Pompei nel 1748 e Stabia nel 1749. Questi "regi scavi", tra l'altro, erano un bene allodiale, vale a dire che erano una proprietà privata dei Borbone. Focalizzando su Pompei, la sua (ri)scoperta nel 1748 ebbe un'immediata eco nel contesto culturale del tempo, ampiamente diffusa in tutta Europa. Lo straordinario stato di conservazione dei reperti ivi rinvenuti attirò collezionisti da ogni dove, i quali tentarono (con successo o meno) di ottenere qualcuno di quei ritrovamenti, nonostante le rigide normative governative. Il principale scopo del presente lavoro è rintracciare i Pompeiana esportati in collezioni europee sia pubbliche sia private, durante il periodo 1748-1830, cioè dall'esordio delle investigazioni borboniche nell'antica città campana alla morte di re Francesco I, dispiegandosi dunque quasi in parallelo all'evoluzione del sistema legale disciplinante il patrimonio storico-artistico del regno partenopeo. Un altro importante obiettivo è definire le modalità che consentirono ai collezionisti di entrare in possesso di un tal genere di antichità. Per ogni manufatto preso in considerazione, una finalità fondamentale è ricostruirne il suo itinerario collezionistico; inoltre, una sfida intrigante è identificarne i suoi dati contestuali. Una meticolosa ricerca archivistica, principalmente condotta nell'Archivio di Stato di Napoli e nell'Archivio Storico del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, è stata essenziale per sviluppare l'intero studio. Between the 18th and 19th centuries, Naples and its kingdom were a lively hub for the antiquarian milieu, both local and non-local. The Bourbon Crown made a noteworthy effort to safeguard the archaeological heritage of the State, especially following the beginning of the excavations in the Vesuvian sites: Herculaneum in 1738, Pompeii in 1748, and Stabia in 1749. In fact, these "regi scavi" were an allodial asset, meaning that they were a private property of the Bourbons. Focusing on Pompeii, its (re)discovery in 1748 had an immediate echo in the cultural background at the time and was widely spread throughout Europe. The extraordinary state of conservation of the artefacts recovered at Pompeii lured collectors from everywhere, who tried (successfully or not) to obtain some of these findings, despite the strict governmental regulations. The main aim of this work is to track down the Pompeiana exported to European collections, both public and private, during the period 1748-1830, namely from the debut of the Bourbon investigations in the ancient Campanian city to the death of King Francis I, thus playing out almost in parallel to the evolution of the legal system governing the historical-artistic heritage of the Parthenopean kingdom. Another important objective is to define the modes that allowed collectors to enter into possession of such a kind of antiquities. For each artefact taken into account, retracing its collecting itinerary is a fundamental goal; furthermore, identifying its contextual data is an intriguing challenge. Meticulous archival research, mainly carried out in the Archivio di Stato di Napoli and the Archivio Storico del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, has been essential to developing the whole study.