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Archeologia dei campi di prigionia della I guerra mondiale nell'isola dell'Asinara. Indagini topografiche e diagnostica archeologica intensiva nel campo di Stretti
€ 28,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | All’Insegna del Giglio |
| EAN | 9788892853485 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2025 |
| CATEGORIA |
Storia |
| COLLANA / SERIE | Documenti di archeologia postmedievale |
| LINGUA | mul |
Descrizione
A partire dal dicembre 1915 l'Isola dell'Asinara, all'estremità del Nord-Ovest della Sardegna e del Golfo dell'Asinara, divenne sede del più grande campo di concentramento italiano per i prigionieri della I Guerra Mondiale, rispetto a un centinaio di campi sparsi sul territorio nazionale e che interessarono tutte le 20 regioni italiane, nessuna esclusa. Si trattò di una risoluzione maturata in piena emergenza, per permettere la gestione di 24.000 prigionieri austro-ungarici, che rappresentavano un potenziale capitale umano in vista di trattative che il Governo italiano avrebbe potuto intraprendere a favore dei propri prigionieri. Il campo di prigionia dell'Asinara interessò, a causa dell'elevato numero di prigionieri, cinque località, dalle quali i singoli campi presero il nome: Fornelli, Tumbarino, Stretti, Campo Perdu e Cala Reale, che era la preesistente stazione sanitaria.