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Urbanistica e politica. Genova tra innovazioni e persistenze
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Dettagli
| FORMATO | Rilegato |
| EDITORE | All’Insegna del Giglio |
| EAN | 9788892853843 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2025 |
| CATEGORIA |
Architettura e urbanistica |
| LINGUA | ita |
Descrizione
A? Genova, l'urbanistica è storicamente una materia di difficile gestione, complicata com'è da una conformazione territoriale che concede ben poco agli spazi. In Antico Regime, la questione era aggravata dall'assenza di tecnologie e strumenti in grado di ovviare agli ostacoli naturali: il che rendeva l'urbanistica un fatto quantomai politico. Non soltanto perché Genova era la città capitale di uno Stato, e doveva perciò corrispondere a esigenze di rappresentanza del potere: queste istanze, nel regime repubblicano genovese, erano assegnate ai palazzi gentilizi e alla loro capacità di esprimere il rilievo sociale e politico delle famiglie patrizie. L'innovazione, in questo senso, si palesò con la costruzione della magnificente Strada Nuova: segnale urbanistico del consolidamento della Repubblica oligarchica sorta nel 1528. Ben presto, però, le innovazioni trovarono un ostacolo maggiore di quelli territoriali in una politica di conservazione dell'esistente, che bloccò a lungo il cantiere di Strada Nuovissima.