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Il segreto per amare il proprio lavoro. Come trovare la bellezza negli impieghi organizzativi e burocratici
€ 16,90
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | csa editrice |
| EAN | 9788893543439 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Self-help, salute e benessere |
| COLLANA / SERIE | L'impresa vincente |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Il segreto per amare il proprio lavoro racconta il percorso professionale e umano di Diva Brugnoli, che nella sua lunga esperienza nella pubblica amministrazione ha elaborato una visione innovativa e profondamente etica del ruolo del burocrate. Al centro del libro c'è la convinzione che il funzionario pubblico sia un pilastro essenziale della democrazia: il punto di contatto tra politica e cittadinanza, il mediatore capace di trasformare le norme in azioni concrete, di coniugare le esigenze del singolo con il bene collettivo e di tradurre la complessità amministrativa in strumenti di giustizia e accesso ai diritti. Attraverso la propria storia - dagli esordi faticosi al vertice della direzione generale, fino alla fondazione di un Centro Studi Alta Padovana, che ha rivoluzionato la formazione per gli enti locali - l'autrice mostra come competenza, studio continuo, responsabilità e capacità interpretativa possano nobilitare un mestiere spesso frainteso, rivelandone la funzione civile e l'impatto sociale. Ma il messaggio del libro va oltre il perimetro della pubblica amministrazione: la visione di Diva Brugnoli offre a chiunque la chiave per riscoprire il valore di ogni impegno lavorativo, trasformando la routine in un percorso di crescita, di realizzazione personale e di contributo alla società. In queste pagine, la ricerca del "lavoro che si ama" non è un ideale astratto, ma un metodo concreto per costruire una longevità lavorativa appagante, capace di dare senso alla propria vita e dignità al proprio ruolo, qualunque esso sia. È un invito a riconoscere il potere trasformativo della formazione, a coltivare la propria vocazione e a esercitare il lavoro come atto di servizio e di libertà, fino a scoprire che, quando ciò che si fa rispecchia ciò che si è, non si lavora davvero neppure un giorno.