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Espressionisti contro nazisti. Saggi sull'arte della libertà
€ 16,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Lavinia Dickinson |
| EAN | 9788894528886 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Arte |
| LINGUA | ita |
Descrizione
C'è un momento in cui il potere, incapace di governare la complessità, tenta di purificare il mondo attraverso il fuoco. A Berlino, nel 1933 - preludio simbolico alla catastrofe - i libri ardono nelle piazze come corpi colpevoli di pensiero. Pochi anni dopo, nella mostra voluta da Hitler, Entartete Kunst, le opere vengono esposte quali prove d'accusa contro la libertà dello sguardo. Quadri, disegni e sculture diventano materia da umiliare; ma il bersaglio reale è lo spirito, e con esso la possibilità stessa di una coscienza autonoma. I testi di Malini e Gamero raccolti in "Espressionisti contro nazisti - Saggi sull'arte della libertà" nascono dentro questo conflitto. Da un lato l'estetica del dominio, che esige forme monumentali, corpi invulnerabili, miti di purezza; dall'altro l'Espressionismo, le avanguardie, le arti del popolo - in primis quella yiddish - che incidono nella materia i segni dell'inquietudine, della compassione, della responsabilità. L'uomo nuovo di Otto Freundlich, additato come simbolo di "degenerazione", si rivela emblema di un'umanità plurale e cosmica. Così i Cristi di Lovis Corinth, Marc Chagall ed Emil Nolde: figure "diverse", lacerate, crocifisse alla vita, unte da una sacralità che coincide con la vulnerabilità. Opere pericolose perché portatrici dei semi della libertà. Ogni linea spezzata, ogni deformazione, ogni dissonanza afferma che l'essere umano sfugge a ogni schema ideologico. Il libro segue questo filo teso tra persecuzione e resistenza, mostrando come l'arte, colpita e vilipesa, riconosca la natura perversa del totalitarismo e trasformi la ferita in linguaggio, coscienza e voce. Così, nel cuore del Novecento, mentre la storia impone silenzio e assuefazione, l'arte si fa custode di una verità più profonda, della dignità dell'essere umano come spazio inviolabile. È in quella dignità che continua a germogliare, inarrestabile, la libertà.