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Descrizione
A Stio Cilento (Sa), a casa di Angelo Trotta, nel 1939, i fascisti trovano vecchi giornali contenenti articoli contrari al regime e sul rapimento e sull'assassinio dell'on. Giacomo Matteotti. Non è consentito - anzi è un reato imperdonabile! - che vengano conservati giornali che, a distanza di anni, testimoniano la memoria dei misfatti e degli assassinii perpetrati dai fascisti nella conquista del potere. Per questa «colpa» Angelo Trotta è ritenuto «pericoloso politicamente»: leggere è gravissimo, soprattutto per un contadino che dovrebbe solo... zappare e ubbidire. Viene prima rinchiuso nel manicomio di Nocera Inferiore e poi è assegnato per due anni al confino di polizia nella colonia penale dell'isola di Tremiti, dove continua a subire persecuzioni. Nel silenzio della storia - con un'inoppugnabile documentazione archivistica - il libro ricostruisce l'emblematica vicenda, riportando le lettere della madre analfabeta che supplica finanche Mussolini. Una storia sconosciuta, esemplare e vera sulla natura liberticida del fascismo. Un libro da leggere e da diffondere, anche per scongiurare che il fascismo ritorni nella vita degli italiani e che accadano episodi simili.