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Descrizione
Questo saggio racconta la storia del Centro d'Azione per le Arti di Milano nato nell'ambito dello scontro tra la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente e il Sindacato Nazionale Fascista delle Belle Arti. Protagonisti di questo progetto di promozione dell'arte contemporanea e tutela delle sue libertà d'espressione sono il ministro Giuseppe Bottai, il soprintendente Guglielmo Pacchioni, l'industriale Giovanni Treccani e suo figlio Ernesto; attorno a loro un coro di collezionisti, artisti, mecenati e uomini delle istituzioni. Il libro ripercorre la nascita del Centro, i suoi rapporti con il movimento di Corrente e gli Amici di Brera, le sue principali attività - in particolare le mostre dedicate a Scipione e Salvatore Fancello, la retrospettiva su Carlo Carrà, la mostra della collezione di Pietro Feroldi - fino alle soglie dei bombardamenti su Milano. In chiusura, un cenno agli altri Centri d'Azione documentati in Italia e all'eredità del Centro nel secondo dopoguerra.