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L'«Asino del convento» e il pecoraio blasfemo
€ 10,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Youcanprint |
| EAN | 9791224087397 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Letteratura |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Camminando-camminando un pastore di Mistretta incontra, nelle trazzere montane, un frate, che sarà canonizzato nel 2005: San Felice di Nicosia. Scoprirà che mentre lo cercava per essere liberato dalla blasfemia, era cercato dallo stesso frate. La perfetta letizia di Francesco d'Assisi è identica a quella di fra Felice, ch'era detto per dileggio U sceccu rû cummentu. Non è un racconto storico, né un'agiografia. È una fantasia poetica. Una fabula vera. Dante, nell'espressione "verità ascosa sotto bella menzogna", nel Convivio, racchiude la sua visione sull'interpretazione dei testi poetici: la verità è bella menzogna. La superficie (la menzogna) è la lettera, racconto inventato dal poeta. La veritade è celata sotto la bellezza estetica. Narrato in antica lingua siciliana, è un cuntu, un canto-racconto, dedicato alla poetessa Graziella Di Salvo Barbera. È un mytos: pensiero figurato sotto forma di narrazione. Platone narra della caverna delle immagini false. Quella prigione incantesima occhi, pensiero, anima, volontà. La visione e la conoscenza della verità vera sono un cammino.