Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€.
Processo a Dante: colpevole o innocente?
€ 12,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Youcanprint |
| EAN | 9791224096924 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Teatro Critica e storia della letteratura |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Ravenna, 14 settembre 1321. Alla vigilia della sua morte, Dante Alighieri viene strappato al suo tempo e convocato in un'aula di tribunale surreale e atemporale. Di fronte a lui, un giudice, un pubblico ministero e un avvocato in abiti moderni; contro di lui, un'imputazione infamante e antica: baratteria, appropriazione indebita, tradimento. Sono le stesse accuse che, quasi vent'anni prima, lo hanno condannato a un esilio perpetuo, strappandolo alla sua amata Firenze e dando origine alla sua Opera eterna. Inizia così un intenso dramma giudiziario che non è solo una ricostruzione storica, ma un'indagine spietata sull'uomo dietro il Sommo Poeta, un'esplorazione delle ambiguità che si celano dietro la creazione del mito. L'accusa, implacabile e precisa, scava nel passato di Dante, mettendo in discussione non solo i due mesi del suo priorato nel 1300, ma l'intera sua carriera politica. Emergono le alleanze, i prestiti sospetti, i favori concessi e le spietate sentenze emesse nel nome dell'ordine pubblico. Le mura del tribunale assistono a un dibattito serrato in cui la cronaca medievale si intreccia con un'analisi modernissima del potere, dove termini come "lobby" e "consorteria" creano un ponte provocatorio con il presente. Dante si difende con orgoglio, rivendica il suo operato per il bene della città, ma le prove documentali e le testimonianze lo costringono a fare i conti con le ombre della sua ambizione. È stato un politico corrotto, un uomo di fazione pronto a tutto pur di raggiungere i propri scopi, o una vittima della spietata lotta tra Guelfi Bianchi e Neri, una pedina nel grande gioco di potere tra Papato e Impero? La requisitoria del pubblico ministero lo spinge a confrontarsi con le sue stesse, dolorose contraddizioni: l'amore per la giustizia divina e il pragmatismo della politica terrena, l'amicizia tradita per ragion di Stato, come nel caso di Guido Cavalcanti, le complesse dinamiche familiari e l'implacabile codice d'onore che governa la società del suo tempo. Il testo teatrale, costruito con un ritmo incalzante e una prosa affilata, umanizza il monumento letterario, restituendoci un ritratto complesso, spigoloso e tormentato. L'uomo che ha attraversato Inferno, Purgatorio e Paradiso si trova ora ad affrontare il giudizio più difficile: quello sulla sua stessa vita, sulle sue scelte e sui compromessi che ha dovuto accettare. Ogni battuta diventa un tassello per comporre l'immagine di una figura tanto geniale quanto imperfetta, un uomo capace di toccare le vette più alte della poesia ma anche di muoversi con astuzia nelle paludi della politica fiorentina. "Processo a Dante" non cerca facili assoluzioni né condanne definitive, ma pone domande universali sulla natura del potere, sulla colpa e sull'eredità che ogni individuo lascia dietro di sé. È un'esplorazione audace del confine labile tra innocenza e colpevolezza, un'indagine sull'anima di un gigante della storia e, in fondo, sull'identità stessa di una nazione che da secoli si specchia nelle sue fragilità e nella sua immortale grandezza. Il dibattimento è aperto, e la sentenza finale è sospesa, in attesa di un verdetto che forse solo la Storia può emettere.