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Descrizione
Tra le voci più significative della letteratura cipriota contemporanea, Lefkios Zafiriou ha costruito nel corso dei decenni un'opera poetica profondamente legata alla storia, alla memoria e alle ferite della sua terra. Tutte le poesie raccoglie per la prima volta in italiano il suo percorso poetico, restituendone l'ampiezza e la straordinaria coerenza. Cipro è il centro geografico e sentimentale di questa poesia: un luogo amato e insieme lacerato, attraversato dalla storia, dalle divisioni politiche, dall'esilio e dal senso di perdita. Nei versi di Zafiriou la vicenda individuale incontra continuamente quella collettiva: Lefkosia e la Linea Verde, Larnaca, Famagosta, l'invasione turca, i profughi, gli scomparsi e le memorie familiari diventano materia di una poesia capace di trasformare la testimonianza storica in esperienza universale. Accanto alla dimensione civile emerge una scrittura intima, segnata dagli affetti, dall'amore, dalla figura materna, dall'infanzia, dal trascorrere del tempo e da un costante interrogarsi sul significato stesso della poesia. La parola diventa così rifugio e resistenza, spazio in cui custodire ciò che la storia rischia di cancellare. Come scrive Gaia Zaccagni: «Nei suoi versi si riflette questa condizione di estraneità: l'esilio dentro la propria patria, la lingua amata che diventa rifugio e memoria». La raccolta permette di attraversare le diverse stagioni della produzione di Zafiriou, dalle poesie degli anni Settanta alle opere della maturità, seguendo l'evoluzione di una voce in cui la storia di Cipro dialoga con la cultura greca ed europea e con le grandi questioni dell'identità, dell'appartenenza e della memoria.