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Descrizione
Questo volume prende le mosse da Apollo e Dafne (1977) di Luciano Fabro, un'opera che rilegge il celebre mito ovidiano nel contesto dell'avanguardia italiana del secondo dopoguerra. Attraverso questo caso di studio, il libro esplora le relazioni tra Arte Povera e pensiero femminista, mostrando come il mito possa diventare uno strumento critico capace di interrogare identità, ruoli di genere e rapporti di potere nel clima culturale e politico degli anni Settanta. A partire dall'opera di Fabro, l'indagine si amplia alle molte trasformazioni di Apollo e Dafne nella storia della cultura visiva e letteraria: dalla narrazione di Ovidio alle interpretazioni barocche, fino alle riletture dell'arte contemporanea. Il mito emerge così come uno spazio in continua ridefinizione, attraversato da tensioni estetiche, politiche e culturali che ne rinnovano costantemente il significato. Particolare attenzione è dedicata alle immagini contemporanee di Dafne, spesso rappresentata indipendentemente dalla presenza di Apollo.