Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€.
Descrizione
La pratica di intimidire i propri stessi soldati per mantenere la disciplina e lo sforzo bellico era comune ad altri eserciti della Grande guerra. Ma in Italia, proporzionalmente, si fucilò di più. Con queste fucilazioni il vertice militare voleva imporre l'assoluta necessità di continuare a combattere, anche se la vita nelle trincee era terribile, anche se gli assalti frontali sembravano logorare gli attaccanti non meno dei difensori, anche se gli scopi della guerra italiana non venivano spiegati alla truppa o parevano non essere condivisi da gran parte del Paese. Per primo Filippo Cappellano annota meticolosamente episodio dopo episodio, fucilazione dopo fucilazione, producendo un elenco di oltre novecento nominativi. La sua è la prima grande ricerca condotta nei maggiori archivi nazionali per dare un nome e un cognome ai soldati fucilati "per l'esempio" e per inquadrare questa vicenda nella questione più generale della giustizia militare e dell'impostazione politica della guerra italiana. Talora, la loro fine fu registrata con una sola annotazione: «Morto senza onore».