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Il tarantàs. Impressioni di viaggio: da Mosca a Kazan'
€ 20,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Robin Edizioni |
| EAN | 9791257145866 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Letteratura |
| COLLANA / SERIE | Biblioteca del vascello |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Che sarà mai un tarantàs? Sarà qualcosa di simile alla equivoca diligence con cui lo scrittore dissidente Andrej Sinjavskij (Andrej Terc) soleva mettere in imbarazzo i suoi pudichi ascoltatori? Niente paura: come descritto dall'autore nel secondo capitolo, si tratta di un carretto primitivo, e scomodissimo - senza molle e senza sedili, quasi un simbolo dell'arretratezza nazionale - con cui i proprietari terrieri russi, in mancanza di strade e ferrovie, attraversavano le immense distese della loro patria. Quanto alla sua scomodità, essa è confermata da Alexandre Dumas, il quale nelle Impressions de voyage en Russie, 1865, ironizzò sulle sue ossa rotte dopo un viaggio "dans la taréntasse". Più tardi, nel 1893, il medico e missionario Charles Wenyon, nel suo libro Four Thousand Miles Across Siberia: On the Great Post-Road, definì il tarantàs: "a sort of means of transport which combines the disadvantages of all the others". Non elegante come la "drowska", della quale Adolphe Marquis de Custine, nel suo libro La Russie en 1839, dice: "Vous croiriez voir les ailes d'un insecte" - il tarantàs di Sollogub è solo "un grosso scarafaggio". Ciò non gli impedisce, tuttavia, nel capitolo finale del libro, di introdurre un'allegoria dei destini della Russia... Con le illustrazioni originali. In appendice: Il nostro viaggio a Nikol'skoe (dalle "Memorie").