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Conversazioni sulla pluralità dei mondi
€ 16,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Luni Editrice |
| TRADUTTORI | A. Pensante |
| EAN | 9791257490447 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Filosofia |
| COLLANA / SERIE | Grandi pensatori |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Pubblicate nel 1686, le Conversazioni sulla pluralità dei mondi sono uno dei testi che più contribuirono a trasformare la scienza da sapere riservato agli specialisti, a materia di conversazione, curiosità e immaginazione. Fontenelle costruisce il libro come un dialogo notturno fra un filosofo e una marchesa. Sotto il cielo stellato, passeggiando in un giardino, i due interlocutori discutono della struttura dell'universo, del moto della Terra, dei pianeti, della Luna e della possibilità che altri mondi siano abitati. La cosmologia copernicana e le ipotesi scientifiche del tempo vengono così sottratte al linguaggio tecnico e affidate a una prosa limpida, elegante, ironica, capace di rendere intelligibili problemi complessi senza impoverirli. Fontenelle voleva mostrare come i punti di vista possano cambiare in modi impensabili, modificando le condizioni di vita e i punti di osservazione, per farci comprendere che il tempo e lo spazio dipendono solo dalle nostre percezioni soggettive e l'unica conseguenza logica è lo spirito di tolleranza: un sapere che non teme di uscire dalle accademie, che rifiuta l'autorità come argomento definitivo e che invita il lettore a considerare l'universo con uno sguardo libero da consuetudini e pregiudizi; allora, tutte le verità considerate assolute, si rivelano nient'altro che costruzioni mentali. Il fascino dell'opera nasce proprio da questo equilibrio. Fontenelle non scrive un trattato, ma mette in scena il sapere nel momento in cui prende forma attraverso il dubbio, la domanda e il confronto. La scienza diventa esperienza intellettuale condivisa, esercizio della ragione e insieme apertura verso ciò che ancora non si conosce. Molte delle teorie fisiche e astronomiche richiamate nel libro appartengono oggi alla storia della scienza; intatto resta invece il significato dell'opera: Fontenelle consegna alla cultura europea il racconto di un universo che si allarga proprio mentre l'uomo impara a riconoscere di non esserne il centro.