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Schopenhauer e la vispa Teresa
€ 24,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Luni Editrice |
| EAN | 9791257490478 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Filosofia Biografie |
| COLLANA / SERIE | Grandi pensatori |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Arthur Schopenhauer è passato alla storia come il filosofo del pessimismo, della rinuncia, della diffidenza verso l'amore e le donne. Anacleto Verrecchia lo segue invece là dove quella figura severa sembra incrinarsi: nei suoi soggiorni italiani, tra Venezia, Roma, Napoli e Firenze, quando il giovane autore del Mondo come volontà e rappresentazione si lascia sorprendere dalla vita proprio mentre ne indaga l'inganno. Attraverso lettere, testimonianze, documenti e indizi dispersi, Verrecchia ricostruisce uno Schopenhauer diverso da quello consegnato alla storia. Al centro del racconto è Teresa Fuga, la veneziana legata al filosofo da una relazione di cui restano tracce singolari e vivissime; ma intorno a lei compaiono altre figure femminili, italiane e tedesche, incontri, gelosie, desideri, fino alla giovane aristocratica inglese conosciuta a Firenze, della quale Schopenhauer si sarebbe profondamente innamorato. Sullo sfondo passa perfino Byron, che il filosofo rinunciò a incontrare anche per timore della sua fama di seduttore. Il viaggio in Italia diventa così un controcanto alla filosofia. L'uomo che descrisse l'amore come strategia della specie non appare immune dalle passioni che pretendeva di smascherare; e il presunto misogino rivela un rapporto con il mondo femminile molto più contraddittorio, concreto e inquieto di quanto lasci intendere la leggenda. Tuttavia il libro non si esaurisce nelle avventure italiane: Verrecchia ricostruisce anche l'ambiente familiare di Schopenhauer dando particolare rilievo alla sorella Adele e alle sue amiche Ottilie von Goethe e Sibylle Mertens-Schaaffhausen, figure colte e indipendenti che appartengono a un'altra storia intellettuale dell'Ottocento. Con la sua prosa ironica, documentata e insofferente dei luoghi comuni, Verrecchia compone non una biografia minore, ma il ritratto ravvicinato di un filosofo colto nel punto in cui il pensiero incontra la vita e ne subisce, a sua volta, le contraddizioni.