Salta al contenuto

Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€. 

Sul regicidio di Severino. L'apoftegma della regalità insufficiente - Librerie.coop

Sul regicidio di Severino. L'apoftegma della regalità insufficiente

€ 14,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Betti Editrice
EAN 9791257850142
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Filosofia
LINGUA ita

Descrizione

Emanuele Severino, gigante della "filosofia futura", diceva sovente: «L'uomo è un re che crede di essere un mendicante». Ma queste parole, nonostante le intenzioni in senso contrario, esibiscono un vero e proprio regicidio - conseguenza inevitabile, del resto, di quell'enticidio esseistico di cui, da gran tempo, il linguaggio che testimonia la Necessità del divenire rileva la presenza. Pertanto, dopo la mors triumphalis del Nietzsche "tre volte vincitore" (quella «più-che vita» che, per citare Evola, è «superamento non rettorico, ma effettivo, della morte»), è giunto il momento di chiudere i conti con la regalità insufficiente dell'ess-ente del de-stino; apertis verbis, è tempo di emendare il più icastico degli apoftegmi del pensatore bresciano e, in maniera perentoria, asserire: - L'uomo è un re che non crede di essere un mendicante [...]. Ebbene, nel Nuovo Ordine Filosofico che qui si ha l'ardire di testimoniare, il massimo livello di Conoscenza, quello che sta al vertice dei Grandi Misteri Speculativi, è il grado di Re Innegabilista, di colui che non si limita più a costruire un "edificio teorico non smentibile" senza poter vivere conformemente a esso, cioè a indicare l'Innegabile (alla stregua del dito con la luna) disperando al contempo di esserne illuminato; di quel cerchio dell'apparire che, scoprendosi super-cerchio, non si accontenta affatto di sapere di essere un Re solo nel più profondo di sé, mentre in superficie è gravato dal macigno aporetico del continuare a credersi un Mendicante, un «povero diavolo» privo di concrete possibilità realizzative - all'infuori di un «errare in maniera diversa» troppo debole e deludente. Al contrario, in virtù della dissoluzione di ogni residuo di psichicità contrastiva, il Re Innegabilista - di cui qui si celebra la «festa» (la theoria) - è tale per aver esperito fino in fondo i più elevati «godimenti non condivisi» (Sade); per aver raggiunto, con disciplina ed evoluzione spirituale, lo stato imperiale di indiamento superiore o «enstasi» (Eliade); per aver compiuto, a differenza e a scapito di quel Re Mendicante che anch'egli era, la perfetta centratura del proprio io empirico.