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I figli del ghetto
€ 17,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Fermento |
| TRADUTTORI | gabriele stein |
| EAN | 9791258050626 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Letteratura |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Questa edizione Fermento restituisce la velocità, l'ironia e la varietà della prosa di Zangwill attraverso una lingua più naturale per il lettore di oggi, mantenendo i termini ebraici e yiddish necessari a riconoscere la cultura raccontata. Sinagoghe affollate, soffitte senza riscaldamento, mercati, laboratori, scuole, matrimoni, benefattori, mendicanti, immigrati e famiglie già diventate inglesi. Israel Zangwill racconta l'East End dall'interno, con la libertà di chi ne conosce lingua, rituali, contraddizioni e umorismo. È la domanda che attraversa tutto il libro. Si può lasciare un quartiere, imparare un'altra lingua, diventare ricchi e assumere i modi della società inglese. Molto più difficile è capire che cosa portiamo con noi: memoria, fede, vergogna, abitudini familiari, orgoglio e il peso dello sguardo altrui. I figli del ghetto è uno dei grandi affreschi letterari dell'esperienza ebraica nella metropoli moderna. Zangwill entra nelle case e nelle sinagoghe, segue le discussioni religiose e quelle sul denaro, osserva il mercato, la scuola, il lavoro, le feste e la fame. Il ghetto emerge come una società completa, piena di differenze interne che impediscono di ridurla a una sola immagine. Al centro c'è una generazione sospesa. I genitori hanno portato con sé lingue, rituali e memorie dell'Europa ebraica. I figli crescono inglesi. Studiano la storia britannica, parlano una lingua diversa, scoprono nuove possibilità sociali e iniziano a guardare dall'esterno un ambiente che continua a essere casa loro. Alcuni cercano di conservarlo, altri vogliono fuggirne, altri ancora scoprono che le due appartenenze non possono essere separate con la precisione che avevano immaginato. Zangwill tratta questa trasformazione con un'ironia continuamente mescolata all'affetto. Può fermarsi davanti a una bambina affamata che porta a casa una brocca di minestra, a un padre che non comprende più la lingua del figlio, o a una famiglia che calcola quante fette di pane può permettersi di mangiare quella sera. La traduzione Fermento in italiano contemporaneo vuole fare emergere questa mobilità. Il lessico viene avvicinato all'uso di oggi dove la distanza linguistica non aggiunge nulla al testo. Rimangono invece i termini ebraici e yiddish che possiedono una funzione culturale precisa, accompagnati dagli strumenti necessari a comprenderli. Zangwill può così tornare a essere letto come un narratore vivo, ironico e sorprendentemente moderno.