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Descrizione
Sono le ore 21.30 del 19 settembre 1926 quando due uomini tendono un agguato ad Anselmo Cessi, sparandogli un colpo di pistola alla testa. Il Cessi muore in una strada di Castel Goffredo, un paese in provincia di Mantova dove i cattolici avevano una forte presenza. Erano stati i fascisti a ucciderlo, attraverso un calcolato intreccio tra camicie nere locali e provinciali. Giunti al potere nel 1922, rafforzatisi negli anni successivi con delle leggi speciali, i fascisti avevano assassinato il parroco don Giovanni Minzoni e il deputato socialista Giacomo Matteotti. Due personaggi scomodi: anche Anselmo Cessi lo era. Il Cessi, insegnante a Castel Goffredo (qui nasce nel 1877), ricopriva dei ruoli importanti, in particolare come presidente dei maestri cattolici mantovani. Aveva aderito al Partito popolare italiano e aveva diretto una Cassa rurale. Non si era piegato di fronte al fascismo. Nel duro scontro tra cattolici e fascisti, a Castel Goffredo, Anselmo Cessi viene ucciso. Il volume ricostruisce il percorso di vita dell'insegnante e la sua tragica fine mediante l'impiego di documenti spesso inediti.