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Il credito palaziale. Le origini del denaro e degli interessi
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Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Acro-Pòlis |
| EAN | 9791281581203 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Economia |
| COLLANA / SERIE | Acro-pòlis in folio |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Le economie del Neolitico e dell'Età del Bronzo funzionavano principalmente a credito. A causa del lasso di tempo che intercorreva tra la semina e il raccolto, al momento dell'acquisto venivano effettuati pochi pagamenti. Quando i babilonesi si recavano alla taverna locale, non pagavano portando con sé il grano nelle tasche. Accumulavano un conto da saldare al momento del raccolto sull'aia. Le donne che gestivano questi «locali» versavano poi la maggior parte di quel grano al palazzo a titolo di restituzione delle forniture che erano state loro anticipate durante l'anno agricolo. Questi pagamenti avevano carattere finanziario, non erano scambi immediati di tipo baratto. Come mezzo di pagamento, l'uso iniziale del grano e dell'argento monetizzati serviva principalmente a saldare tali debiti. Questa monetizzazione non era fisica, ma amministrativa e fiscale. I pagamenti paradigmatici coinvolgevano il palazzo o i templi, che regolavano i pesi, le misure e gli standard di purezza necessari affinché il denaro fosse accettato. Furono i loro contabili a sviluppare la moneta come strumento amministrativo per la pianificazione a lungo termine.