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«Mio maestro...figliol mio». Dante e Virgilio: fenomenologia di un rapporto educativo
€ 19,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Elsa Major |
| EAN | 9791282043502 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Pedagogia e discipline educative Critica e storia della letteratura |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Che cosa significa essere uomini quando ci si scopre, prima di tutto, "profughi" dell'esistenza, gettati nel mondo e chiamati a un cammino di cui non conosciamo l'origine né il fine? È questa la domanda che attraversa la lettura della Divina Commedia proposta nel volume, assumendo il viaggio di Dante come metafora radicale della condizione umana. Al centro del percorso emerge il rapporto tra Dante e Virgilio, non semplicemente quello tra un poeta e il suo illustre maestro, ma tra un uomo smarrito e colui che sceglie di accompagnarlo. Virgilio non si limita a indicare una strada: educa Dante attraverso l'esperienza, lo conduce dentro il dolore, la colpa, la perdita e la fragilità dell'umano, senza sostituirsi a lui. La sua pedagogia è fatta di presenza, ascolto, pazienza e progressiva restituzione della libertà. Attraversando l'Inferno e il Purgatorio, Dante impara a riconoscere nell'altro non soltanto la colpa, ma il dramma della persona che ha perduto se stessa. Virgilio accompagna Dante fin dove può, poi scompare: il maestro autentico sa che il proprio compito non è trattenere il discepolo, ma renderlo capace di proseguire. In questa prospettiva, la Commedia diventa anche il racconto di una relazione pedagogica fondata sul cammino condiviso: educare significa accompagnare l'altro fino al punto in cui può finalmente continuare da solo.