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Dante e la medicina. Malati e malattie nella Divina Commedia
€ 18,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Edizioni Setteponti |
| EAN | 9791282169646 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Critica e storia della letteratura |
| COLLANA / SERIE | Il richiamo della memoria |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Quello che si propone ai lettori è un "giro-visita" virtuale, -tranquilli non è obbligatorio indossare camici, guanti e fonendoscopio -, tra gli innumerevoli reparti di quella immensa "Clinica medica e chirurgica" che è la Divina Commedia, dietro al codazzo di quel geniale ed inimitabile "Primario" che fu Dante Alighieri. Ma sgombriamo subito il campo da equivoci. Dante non fu medico e non curò i corpi dei malati (anche se lo scopo della sua Commedia era di curarne e purgarne le anime!). Ma di certo era un "sapiens de Medicina". Insomma di medicina ne sapeva quanto o forse più di un medico. Ma quale medicina? Nel medioevo la medicina non si basava su basi scientifiche, ma era un misto di filosofia, alchimia, erboristeria e... magia. Comunque Dante si iscrisse all'Arte dei Medici e degli Speziali (i nostri moderni farmacisti) per poter far politica. Chi voleva entrare nell'agone politico della Firenze di fine duecento, doveva iscriversi obbligatoriamente ad una corporazione di Arti e Mestieri. Così prevedevano gli Ordinamenti di Giustizia di Giano della Bella (1293-1295), emanati con lo scopo di tenere lontani dalle leve del potere i nobili e gli aristocratici, detti anche magnati.