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Fenomenologia dei concetti. Credere in ciò che non si vede per non vedere ciò che si crede
€ 42,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Nicomp Laboratorio Editoriale |
| EAN | 9791282415118 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Filosofia |
| COLLANA / SERIE | Saggi |
| LINGUA | ita |
Descrizione
La Fenomenologia dei concetti è un trattato filosofico dove vengono ribaltate in maniera definitiva la razionalità e la religione considerate adesso come metodi inefficaci e fallaci riguardo l'esistenza di dio. Il libro è il risultato di anni di studi, di letture, di analisi e di esperienze personali alla ricerca di dio che mi hanno alla fine portato a considerare che tutto ciò che non si vede, che non si vive, che non si muove e che non si conosce (ovvero che non ha una sua forma ed una sua sensibilità) ma a cui si crede ancora lo stesso, è solo una negazione, una sensazione, una pura illusione, ergo un concetto. Dalla fenomenologia è nata così l'ultima filosofia, quella del cambiamento radicale, di sradicamento culturale, sociale e storico della trascendenza conoscitiva, ovvero la filosofia della rinascita dell'io come essere e della rinascita dell'essere sensibile dell'io dimensionale, della capacità critica, dell'intelligenza, della sensibilità, del buon senso, della ribellione, delle emozioni, con la quale annientare, distruggere e cancellare il mondo delle maschere e delle falsità e poter capire una volta per tutte che l'origine del tutto è da trovarsi sempre naturalmente e non più divinamente e spiritualmente in un non-essere, in un concetto appunto. Quindi è necessario allontanarsi dal mondo della debole, pesante ed inefficace razionalità, dal mondo delle sensazioni, delle categorie, delle dipendenze, del feticcio, della religione, delle illusioni, dei sogni e dire addio tanto a dio quanto ai concetti, così com'è necessario cancellare quel vecchio mondo conoscitivo per riconquistare l'io il suo essere e il suo avere e per illuminare le conoscenze prioritarie, come i valori, l'essenza, i diritti, la giustizia, la felicità, la libertà, l'etica, la morale, il rispetto e farli diventare i nostri fenomeni dimensionali infinitesimali. Questa filosofia nasce per cambiare culturalmente e storicamente la visione delle cose, per ribaltare la razionalità stessa in una sempre più debole e normale conoscenza illogica, e per cancellare la fenomenica (conoscenza dell'assenza) con la potenza naturale dell'intelligenza critica e sensibile. Questa filosofia è già nata ed è il Concettualismo.