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Darsi a stabile lavoro. La colonia confinaria di Pisticci
€ 20,00
Dettagli
| FORMATO | Libro |
| EDITORE | Edigrafema |
| EAN | 9791282456104 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Attualità e politica Storia |
| COLLANA / SERIE | Fuori collana |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Nel 1926 il regime fascista istituì il «confino di polizia», una misura restrittiva della libertà comminata per via amministrativa e non giudiziaria. Nel 1937 l'ispettore Ercole Conti, su incarico del governo, segnalò l'agro di Pisticci tra i luoghi idonei al «graduale concentramento» dei confinati, progetto che fu realizzato dall'imprenditore Eugenio Parrini. Dato che il territorio era paludoso e insalubre, i confinati furono costretti a provvedere con le loro braccia a risanarlo: così trovò compimento l'auspicio fascista di unire «la bonifica agricola e la bonifica umana». Tra il 1939 e il 1943, col lavoro di confinati e internati vennero bonificati 1500 ettari, creata un'azienda agricola, edificate 38 case coloniche, costruite strade e realizzato un nuovo villaggio. Nel settembre 1943, con la fuga di due internati slavi entrati in contatto con le truppe inglesi appena sbarcate a Taranto, la colonia fu liberata definitivamente e trasformata, per i successivi due anni, in campo profughi, sotto il controllo alleato.