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Letizia va alla guerra. La suora, la sposa e la puttana
€ 16,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Le Nebulose Edizioni |
| EAN | 9791298638914 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Teatro Critica e storia della letteratura |
| LINGUA | ita |
Descrizione
"Letizia va alla guerra - la suora, la sposa e la puttana" è il primo capitolo della cosiddetta "Trilogia degli ultimi" scritta da Agnese Fallongo. Si tratta di un'opera teatrale tragicomica, intrisa di ironia, umanità e musica popolare, che dà voce a tre figure femminili "comuni" travolte dai grandi stravolgimenti del Novecento. L'opera intreccia le storie di tre donne vissute durante i due conflitti mondiali. Nonostante le origini geografiche, le estrazioni sociali e le epoche diverse, le tre protagoniste condividono uno stesso nome (Letizia) e sono legate da un unico destino e dal desiderio di alleviare il dolore altrui attraverso gesti d'amore e di coraggio: La Sposa (Prima Guerra Mondiale): La prima Letizia è una giovane donna siciliana che abbandona la propria terra per raggiungere il fronte carnico. Spinta dall'amore e dalla speranza di riabbracciare il marito Michele, si ritrova ad affrontare la cruda e fredda realtà della guerra al confine nord-orientale. La Puttana (Seconda Guerra Mondiale): La seconda Letizia è un'orfanella cresciuta a Littoria (Latina) dalle suore e riaffidata alla zia solo al compimento della maggiore età. Arriva a Roma proprio alla vigilia dell'entrata dell'Italia nel secondo conflitto mondiale, dove le avversità della vita la condurranno a esercitare la prostituzione nella capitale. La Suora (Il filo conduttore): Suor Letizia è un'anziana religiosa dalle origini venete, dal carattere schietto, pratico e dai modi bruschi ma profondamente umani. Avendo preso i voti in età avanzata, custodisce un passato che si rivelerà essere il sorprendente anello di congiunzione tra le vicende delle altre due donne. Temi e stile: Il testo fa uso del dialetto e della memoria orale per ricostruire uno spaccato di storia d'Italia "dal basso", rendendo omaggio a chi ha vissuto ai margini dei libri di storia. La drammaturgia alterna momenti di spiccata comicità a passaggi di forte commozione, dove la leggerezza si intreccia costantemente con la tragedia del conflitto.