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Mondi che cadono a pezzi - Librerie.coop

Mondi che cadono a pezzi

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€ 11,99
Dettagli
FORMATO epub
EDITORE Einaudi
TRADUTTORI claudio d'aurizio
EAN 9788858451489
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Critica e storia della letteratura
LINGUA ita
Dispositivi supportati
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Descrizione

La filosofia nasce con una domanda sul mondo. Eppure, in un momento in cui il principio di realtà sembra collassare su se stesso, trascinandosi dietro a ruota i principî sommi della ragion filosofica (identità, causalità, non-contraddizione), quell'idea di mondo inizia a vacillare. È in questo momento di crisi che il pensiero deve cercare nuovi strumenti di indagine, nuove prospettive teoriche. David Lapoujade trova nell'opera di Philip K. Dick un prisma attraverso cui diventa possibile ripensare l'impensabile, una costellazione che mette alla prova i consueti criteri di verità. Per Lapoujade, come per Dick, la fantascienza non è tanto prefigurazione di un futuro, ma soprattutto indagine sulle possibilità deliranti che infestano il presente. Al centro dell'indagine che Lapoujade conduce attraverso una variegata e fitta lettura dei romanzi di Dick vi è dunque il problema fondamentale della filosofia: che cos'è la realtà? Ma il fatto stesso che questa domanda si imponga significa, secondo Lapoujade, contestare l'ordine simbolico apparentemente incontestabile del realismo neoliberista: scovare il modo attraverso cui i diversi mondi interferiscono tra loro.

«Con i suoi personaggi fortemente paranoici, convinti che solo loro abitino la vera realtà e inchiodati a una versione solipsistica dei fatti, Dick ha scritto la colonna sonora del cospirazionismo contemporaneo. Ma, come suggerisce Lapoujade, colui che fu preda di accessi deliranti scriveva per combattere la propria paranoia, la propria follia: per non rinchiudersi in un solo mondo, bisognava generarne molti, anche a costo di farli deragliare».

«Philosophie magazine»

«Quarant'anni dopo la sua morte, viviamo nel mondo che Philip K. Dick ha sognato per noi, ma che forma assume questo mondo?»

«Clarín»