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Barberiniana. Tributo alla fioritura delle arti romane nella prima metà del XVII secolo - Vol. 2 - Librerie.coop

Barberiniana. Tributo alla fioritura delle arti romane nella prima metà del XVII secolo - Vol. 2

di
€ 80,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE De Luca Editori d'Arte
EAN 9788865576991
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Arte
Storia
LINGUA ita

Descrizione

Questa seconda miscellanea dedicata agli studi barberiniani contiene 16 saggi di considerevole valore storico, storico critico e storico artistico: ricerche inedite inerenti ad argomenti disparati relativi all'universo politico, diplomatico e artistico dell'epoca d'influenza di papa Urbano VIII (reg. 1623 - 1644) e della sua famiglia. Tra questi contributi abbiamo l'onore di presentare il primo saggio scientifico sul Ritratto di monsignor Maffeo Barberini dipinto a Roma nel 1604 da Michelangelo Merisi da Caravaggio e recentemente acquistato dallo Stato per la Galleria Nazionale di Palazzo Barberini. Gli studi qui racchiusi spaziano dalle preziose indagini archivistiche sulle travagliate esistenze degli avi del papa e sulle origini della proverbiale ricchezza della famiglia, sino all'attento scandaglio dei primi ritratti dipinti del giovinetto Maffeo, tra Firenze e Roma, e poi appunto, di quello effigiante lo stesso monsignore, poco più che trentenne, pronto a partire per la sua nunziatura alla corte di Parigi nel 1604. Il volume comprende un'approfondita disanima degli allestimenti dei due appartamenti principeschi di don Taddeo e di sua moglie donna Anna Colonna realizzati tra il 1631 e il 1634 nel palazzo alle Quattro Fontane; l'originale ricerca osserva nel dettaglio i simboli reconditi degli ornamenti e gli spesso complessi significati iconografici concepiti da letterati e artisti per le decorazioni barberiniane. Altra analisi di particolare interesse è quella che ricostruisce la storia di un edificio eretto sul Monte Mario per il cardinal Antonio Marcello Barberini (1569 - 1646) fratello del papa; eremo di preghiera del devotissimo presule, la costruzione progettata dall'architetto di famiglia Francesco Borromini (1599 - 1667), fa parte d'una singolare tipologia architettonica condivisa da altri casini eretti sullo stesso colle in quegli anni; il saggio è guarnito da una inedita ode encomiastica dell'umanista greco Leone Allacci (1586 - 1669) qui pubblicata per la prima volta. Si deve alle cure e alla dedizione degli eredi del pontefice la ricomparsa d'una spettacolare stauroteca donata a Urbano VIII e da lui offerta al nipote don Taddeo primo principe di Palestrina (1603 - 1647). Creato in argento e bronzo dorato, cristallo di rocca, smalti e diaspri, il preziosissimo manufatto fu realizzato a Roma ai primi del XVII secolo attorno a un medaglione più antico di fattura probabilmente francese. Il reliquiario contiene un frammento del legno della Santa Croce ed ha seguito per secoli le vicende della famiglia papale. Dell'ambizioso don Taddeo e delle sue prodezze si parla ancora nel saggio dedicato alla successione del Ducato di Urbino e agli abiti prefettizi per lui ricostituiti sugli esempi di quelli indossati dall'ultimo duca Francesco Maria II della Rovere (1549 - 1631), ultimo Prefetto di Roma di quel nome. Documenti d'eccezione sono i disegni di Girolamo Cialdieri (1593 - 1680) e i vestiti originali del Duca ritrovati nella sua sepoltura. Un saggio illustra il concetto Linceo di "pittura filosofica" e la sua applicazione nelle prime creazioni romane di Nicolas Poussin (1594 - 1665). Oltre all'esercizio del disegno e della pittura sotto la guida attenta del Domenichino (1581 - 1641), l'arte del francese fu forgiata dai significati e dai metodi propri degli studi classici, storici e filologici, come delle esperienze scientifiche condivise dai primi accademici dei Lincei e dagli umanisti barberiniani. L'umbro Andrea Camassei (1602 - 1649) e il toscano Giacinto Gimignani (1606 - 1681) furono pittori fedeli e particolarmente stimati da don Taddeo e da donna Anna, come dai cardinali Francesco e Antonio; campioni dello "stile barberino" e autori di opere caratteristiche dell'arte romana del secolo d'oro, entrambi gli artisti furono coinvolti nei diversi progetti decorativi dei nipoti papali.