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Descrizione
Pubblicata inizialmente nel 1954 e più volte ristampata, aggiornata e ampliata fino all'edizione definitiva del 1972, l'opera di Spadolini affronta la tematica dell'opposizione cattolica allo Stato liberale e risorgimentale nell'ultimo tentennio dell'Ottocento offrendo un quadro completo, organico, perfino puntiglioso, del «no» dei cattolici alla nuova entità statuale nata dal Risorgimento. La formula dell'«opposizione cattolica», che all'inizio suscitò riserve e contrasti, è stata ormai accettata dalle più diverse correnti della storiografia e ha rappresentato un punto di riferimento nella discussione sui legami tra cattolicesimo e Italia moderna. L'opera studia i tre decenni, fra il 1870 e il 1900, nei quali il movimento guelfo si ritira nelle catacombe di un astensionismo dalle urne politiche destinato a temprare e preparare i muovi nuclei dirigenti del domani. Storico delle opposizioni, sia laica sia cattolica, Spadolini intuì per primo nell'intransigenza dell'opposizione cattolica il valore di anticipazione degli inserimenti futuri, al di là dell'anacronismo delle pregiudiziali politiche bruciate dalla realtà dello Stato liberale avanzante attraverso gli approdi del giolittismo verso i traguardi di una conciliazione silenziosa. Monito contro ogni integralismo, l'opera di Spadolini, soffermandosi sui problemi insoluti della storia unitaria italiana non meno che della democrazia post-bellica, insiste sui valori perenni della libertà.