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L'uso politico del napoletano. Giornalismo e poesia dal 1799 alla Belle Époque
€ 26,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | D'Amico Editore |
| EAN | 9791255500773 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Linguistica Attualità e politica Storia |
| COLLANA / SERIE | Le onde del Sebeto |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Il dialetto napoletano è conosciuto in tutto il mondo per le canzoni e il teatro. In passato, in occasione di importanti rivolgimenti, è stato anche indispensabile veicolo di messaggi politici. In questo libro si analizza l'uso del napoletano per circa un secolo: dalle spieghe dei rivoluzionari del 1799 fino ai sonetti, spesso amari e disillusi, pubblicati sui giornali della Napoli della Belle Époque. Per la prima volta sono state analizzate fonti primarie poco note, come i giornali dialettali fioriti a partire dal 1860. Ne emerge il quadro di una società in crisi a causa delle profonde trasformazioni in atto: la centralizzazione imposta dal nuovo Stato; il passaggio dalla monarchia assoluta a quella rappresentativa; la perdita da parte di Napoli del suo status secolare di capitale; il brigantaggio nelle province, una guerra civile e sociale in primis tra meridionali; le leggi anticlericali del governo liberale. Sullo sfondo i principali avvenimenti europei di quegli anni, come la lotta per l'indipendenza polacca e le guerre che prepararono l'unità tedesca. Il saggio è arricchito da vignette satiriche estrapolate dai principali fogli presi in esame. Introduzione di Aurelio Musi.