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Descrizione
Quando la radicale critica economico-sociale si incrocia con l'istanza antropologico-religiosa. «Da dove ricominciare? Con dignità non vinta si appella alla possibile presa di coscienza biografica dei condizionamenti storico-collettivi per ritrovare nella vita dei singoli, compresa quella dell'autore, le motivazioni e le ragioni per rinnovare la virtù motrice della storia: la speranza» (Romano Màdera). Il segno dell'epoca è il contrasto tra gli ideali di libertà, eguaglianza e fraternità che - proclamati e spiegati in forme diverse - sono rimasti la promessa più alta e nobile della modernità, e l'abisso di ineguaglianze, condanne sociali a malattia e morte, spreco della intelligenza collettiva e distruzione sconsiderata dell'ambiente naturale. Questo vuol dire che il capitalismo, autoritario o liberaldemocratico che sia, e il suo concorrente, il socialcomunismo, hanno drammaticamente fallito. Ma la storia dell'umanità non si è mai fermata, e non si fermerà, davanti ai suoi fallimenti, dunque bisogna cambiare radicalmente direzione, ispirandosi agli ideali di una rivoluzione antropologico-culturale dell'umano, di una trasformazione dell'essenza stessa del sentire-pensare richiesta dalla interintradipendenza del destino comune di una sola umanità, di una sola Terra.