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Cattive italiane. Storie di donne, collaborazionismo e guerra civile - Librerie.coop

Cattive italiane. Storie di donne, collaborazionismo e guerra civile

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€ 20,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Laterza
EAN 9788858161319
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Attualità e politica
Biografie
Storia
COLLANA / SERIE I Robinson. Letture
LINGUA ita

Descrizione

Nei venti mesi della Repubblica Sociale e dell'occupazione nazista alcune donne scelsero di stare 'dalla parte del nemico'. Donne comuni, vicine di casa, mogli, madri che denunciarono, torturarono, spararono. Barbara De Luna dissotterra dai fascicoli processuali del 1945 storie scomode e irriducibili agli stereotipi. Storie di donne che l'Italia del dopoguerra definì 'cattive' e poi preferì dimenticare. È il 2 maggio 1944. A Fabriano, in provincia di Ancona, due partigiani aspettano di essere fucilati. A dare l'ordine d'esecuzione è una donna: in divisa, armata. Quando, nella primavera del 1945, l'Italia presenta il conto ai fascisti, davanti alle Corti d'Assise Straordinarie ci sono anche loro: le donne, chiamate a rispondere del reato di collaborazionismo con l'occupante nazista. Chi erano? Dai fascicoli processuali emergono le storie più disparate. C'era chi aveva denunciato partigiani, ebrei, antifascisti: consegnati alla deportazione e alla morte per lucro, per vendetta, per motivi che spesso con la guerra avevano poco a che fare. C'era chi aveva frequentato il nemico attirandosi l'odio o il sospetto della comunità. E poi c'era chi nel fascismo ci aveva creduto davvero: spie, propagandiste, 'donne in armi', inquadrate in battaglioni e bande armate e responsabili di stragi, rastrellamenti e torture. Quando si presentano davanti alla Corte, i giudici non sanno come categorizzare quella violenza femminile. Ed è così che le imputate vengono giudicate attraverso vecchi cliché misogini e paternalisti. Tanto che, nell'immaginario collettivo del dopoguerra, questo universo femminile collaborazionista, variegato e complesso, verrà ridotto agli stereotipi della 'spia' o dell''amante del nemico'. Ma a distanza di ottant'anni, le storie dimenticate di queste donne ancora ci parlano. Parlano di guerra civile e di guerra totale. Della violenza di un conflitto che aveva invaso ogni ambito dell'esistenza quotidiana.