Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€.
Sette fanciulle, un carro e mille storie. Dentro la magia di San Giovanni a Quartu Sant'Elena
€ 20,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Alfa Editrice |
| EAN | 9788886167659 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Religioni Scienze sociali Antropologia |
| COLLANA / SERIE | Storia e memoria |
| LINGUA | ita |
Descrizione
La Festa di San Giovanni è descritta come una tradizione vivente che affonda le radici nei riti solstiziali mediterranei e nel mondo agropastorale quartese. Al centro del sistema simbolico si colloca sa tràca, carro rituale che richiama la prua di una nave fenicia e rappresenta un viaggio sacro tra passato e presente. Attorno ad essa si articolano figure e gesti antichi: s'obrèri bèciu, custode del sacro; s'obrèra, depositaria del sapere femminile; is trachèras, incarnazione di purezza e continuità; e oggetti emblematici come sa coròna, sa bandièra e la fascia rossa. Il testo ricostruisce l'identità religiosa e agropastorale di Quartu, mostrando come la festa sia nata dentro un mondo rurale fatto di cicli stagionali, tosature, greggi e comunità solidali. Nel corso del Novecento la celebrazione si è trasformata seguendo i cambiamenti economici e demografici: dalla ruralità compatta agli anni del boom urbano, fino alla contemporaneità segnata da social network, sicurezza e partecipazione allargata. Una parte centrale del documento è dedicata ai riti dimenticati del 23-24 giugno: falò purificatori, scambi de su nènniri, raccolta delle erbe magiche, presagi notturni, racconti leggendari come quello di su boi nièdhu. Questi gesti, oggi attenuati, rivelano la continuità con antichi culti mediterranei legati alla fertilità, alla protezione e alla rinascita. Il testo integra anche le testimonianze dei viaggiatori dell'Ottocento, in particolare Padre Antonio Bresciani, che descrive falò, danze arcaiche e rituali comunitari nelle campagne tra Cagliari e Quartu, riconoscendo in essi la sopravvivenza di un mito mediterraneo di morte e rinascita. Infine, il documento colloca la festa nel più ampio orizzonte della religiosità fenicia e del mito di Adone, mostrando come simboli, numeri, gesti e cicli stagionali della tradizione quartese siano parte di una lunga continuità culturale che attraversa il Mediterraneo. La Festa di San Giovanni appare così come un ponte tra epoche diverse: un rito che cambia senza tradirsi, capace di custodire la memoria e di rinnovarsi attraverso la comunità che ogni anno lo fa vivere.