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Una violacciocca per Ingrid
€ 7,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Youcanprint |
| EAN | 9791224800408 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Letteratura |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Nella primavera del 1949, nel clima di rinascita e speranza del secondo dopoguerra italiano, la tranquilla città di Catanzaro diventa la cornice di un evento memorabile. La diva hollywoodiana Ingrid Bergman e il celebre regista neorealista Roberto Rossellini, durante una pausa delle riprese del film Stromboli (Terra di Dio) per la settimana di Pasqua, intraprendono un viaggio in automobile lungo le strade dell'Italia meridionale. Il loro amore, nato dopo una celebre lettera d'ammirazione inviata dall'attrice a Rossellini, ha provocato un enorme scandalo internazionale: per seguire il regista, Ingrid ha abbandonato la carriera dorata di Hollywood e la famiglia, affrontando la dura condanna della stampa e del perbenismo americano. Per il loro soggiorno in Calabria scelgono il Grande Albergo Moderno di Catanzaro, una struttura dall'elegante architettura d'ispirazione Bauhaus caratterizzata da una terrazza stondata. La notizia della prenotazione giunge alla giovane telefonista dell'albergo, Lydia, grande appassionata di cinema che fino ad allora aveva solo sognato la Bergman sul grande schermo. L'accoglienza viene preparata con cura maniacale dal proprietario, il commendatore Don Lissandro, raffinato galantuomo che per l'occasione fa recuperare dalla casa delle sorelle Aida e Giannina le preziose lenzuola di lino delle Fiandre arricchite da merletti a tombolo di Tiriolo, conservate con devozione fin dalla visita del principe Umberto di Piemonte e ospitato in albergo alcuni anni prima. All'arrivo della coppia, il corridoio e l'atrio dell'albergo si riempiono di notabili e curiosi vestiti di nero, le cui sguardi severi incutono inizialmente timore alla diva. Rifugiatisi nella loro stanza, gli amanti chiedono due Martini dry. A servire la bevanda è il barman Amedeo, che accompagna le coppe con una spiga carminia di violacciocche di giardino. Entrando con discrezione, il barman scorge l'attrice in lacrime sul bordo del letto, sopraffatta dal peso delle critiche, dalla lontananza dalla figlia Pia e dalle incertezze per il futuro. La mattina seguente, l'attesa in città diventa spasmodica: migliaia di cittadini gremiscono Piazza Matteotti. Per evitare disordini, il sindaco e Don Lissandro concordano un breve saluto pubblico. Ingrid Bergman si affaccia alla terrazza stondata dell'albergo: vedendo una folla spontanea composta da persone semplici, bambini e madri incinte pronte ad accoglierla senza giudizio, la diva ritrova la forza e il desiderio di ricominciare una nuova vita in Italia. Prima di ripartire, Ingrid e Roberto firmano le preziose lenzuola di lino, consacrandole come «le lenzuola della regina». Nella hall, prima di salire in auto, l'attrice nota la timida e modesta Lydia: le si avvicina, le accarezza il volto con un sorriso e le regala la violacciocca ricevuta la sera prima. Un gesto semplice e poetico che insegna alla giovane telefonista come i sentimenti autentici vadano oltre ogni convenzionale perbenismo. Il viaggio di ritorno verso Roma rimarrà un ricordo indelebile per entrambi, ispirando in seguito il regista per la realizzazione del film Viaggio in Italia.