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Dio odia il divorzio! Ma ama il funerale? - Librerie.coop

Dio odia il divorzio! Ma ama il funerale?

€ 13,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Youcanprint
EAN 9791224801955
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Criminologia
Religioni
Scienze sociali
LINGUA ita

Descrizione

"Dio odia il divorzio. Ma ama il funerale?" nasce da una domanda che molte comunità cristiane preferirebbero non sentirsi rivolgere: che cosa accade quando, nel tentativo di salvare un matrimonio, finiamo per lasciare sola la donna che vi sta morendo dentro? Per generazioni versetti come «Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti», «quello che Dio ha congiunto l'uomo non separi» e «perdona settanta volte sette» sono stati utilizzati per difendere la santità matrimoniale. Ma cosa accade quando vengono isolati dal loro contesto e rivolti contro una donna vittima di violenza? Quando la sottomissione diventa silenzio, il perdono impunità, l'indissolubilità prigionia e l'autorità controllo? Questo libro entra precisamente in quella frattura. Attraverso esegesi biblica, greco ed ebraico, cristologia, antropologia teologica, ecclesiologia, hamartiologia, pneumatologia e teologia pastorale, riesamina alcuni dei testi più controversi della Scrittura. Che cosa significa realmente kephale, kephalê, "capo"? Cosa dice davvero Malachia sul divorzio? Perché Pietro afferma che persino le preghiere del marito possono essere impedite dal modo in cui tratta sua moglie? Accanto al canone vengono interrogati anche testi deuterocanonici e cristiani antichi, da Susanna al Siracide fino al Pastore di Erma. Ma questo non è soltanto un libro sulle parole della Bibbia. È un libro su ciò che quelle parole possono provocare quando entrano in una casa e vengono messe nelle mani sbagliate. Violenza fisica, controllo coercitivo, isolamento, abuso economico e abuso sessuale coniugale vengono affrontati senza nascondersi dietro il linguaggio religioso. Persino la differenza fisica tra uomo e donna diventa una domanda teologica: perché un Dio onnisciente ha creato corpi differenti sapendo che la forza avrebbe potuto essere trasformata in dominio? La risposta conduce continuamente a Cristo. Gesù possiede autorità senza terrorizzare, potenza senza coercizione, leadership senza possesso. Incontra donne vulnerabili senza trasformare mai la loro vulnerabilità in occasione di dominio. Se Efesini 5 presenta Cristo come modello del marito, allora ogni concezione cristiana dell'autorità coniugale deve essere giudicata attraverso il carattere di Cristo. Il libro pone poi una domanda concreta: cosa deve fare la Chiesa quando una donna abusata entra dalla sua porta? Non basta pregare. Una donna può non avere lavoro, denaro, cibo, una casa o un luogo dove portare i figli. Per questo vengono affrontati fondi d'emergenza, ospitalità, sostegno materiale, reti lavorative, educazione finanziaria, counselor, diaconia e accompagnamento pastorale. Perché qualche volta una donna non ritorna dall'uomo che la maltratta perché non abbia compreso il pericolo. Ritorna perché non sa dove far dormire i propri figli quella notte. Il percorso arriva infine davanti alla donna di Giudici 19, trovata con le mani sulla soglia. Era arrivata alla porta. Ma arrivare alla porta non bastò a salvarla. E quella soglia diventa una domanda per ogni comunità cristiana: quando una donna arriva alla nostra porta, siamo preparati ad ascoltare, discernere, proteggere e agire? Questo libro non sostiene che ogni matrimonio difficile debba terminare e non trasforma ogni conflitto in abuso. Fa qualcosa di più radicale: prende il matrimonio talmente sul serio da rifiutare che la sua santità venga utilizzata per santificare ciò che santo non è. Il matrimonio è un patto. Ma il matrimonio non è Dio. La donna è ?elem 'Elohim, immagine di Dio. È persona prima di essere moglie e coerede della grazia prima di appartenere a qualsiasi struttura matrimoniale. Dio non chiama amore la paura. Non chiama sottomissione la coercizione. Non chiama perdono l'impunità. Non chiama croce la violenza. E il funerale non può diventare il momento in cui finalmente decidiamo di crederle. Dio odia il divorzio. Ma non celebra il funerale.