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Dentro il deserto
€ 10,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Youcanprint |
| EAN | 9791224802204 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Letteratura |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Invisibile. Così si sente il protagonista di "Dentro il deserto". Come l'ultimo a destra nelle fotografie, quello che risulta sempre un po' sfocato, una presenza impalpabile e trascurabile. È la cronaca intima di una vita che si sta spegnendo dall'interno, un viaggio nel cuore di una condizione che toglie aria, colore e significato all'esistenza. L'autore, Roberto Degrassi, ci accompagna con una prosa lucida e disarmante nella discesa di un uomo nella spirale dell'isolamento e della depressione. Un tempo, la sua vita era scandita da piccoli rituali portatori di serenità: una lunga passeggiata mattutina verso il mare, un percorso di millequattrocento metri che era un'occasione per incrociare volti noti, scambiare due parole, condividere un caffè. Ora, quel mondo di semplici e piacevoli interazioni è diventato un campo minato, una fonte inesauribile di ansia. La socialità, prima fonte di leggerezza, adesso spaventa. Il percorso si accorcia progressivamente, le strade scelte diventano sempre più deserte, la conversazione si spegne prima ancora di iniziare, per paura di non avere nulla di interessante da dire. È un arretrare lento e quasi inconsapevole, un ripiegarsi su se stesso che lo trasforma in un soprammobile, un osservatore silenzioso e passivo della vita altrui e, soprattutto, della propria. La mente divaga costantemente, niente riesce a interessarlo, niente lo coinvolge. Le parole stesse escono a fatica, rallentate, come se parlasse e pensasse alla moviola, collezionando autogol verbali in ogni raro tentativo di interazione. Si sente come un supereroe al contrario, il cui unico, involontario potere è quello di scomparire agli occhi degli altri e di se stesso. Questo romanzo è il racconto di un'esistenza che perde consistenza, sapore e suono, un'esplorazione profonda del paradosso della solitudine: soffrire atrocemente perché si è soli, ma allo stesso tempo creare scientificamente le condizioni per mantenere quella stessa, dolorosa solitudine. Ogni giorno il protagonista legge la pagina degli spettacoli, guarda gli appuntamenti, cerca qualcosa che possa intrighi, ma sa già che non uscirà. Mostre, conferenze, film diventano fantasmi di una vita possibile ma irraggiungibile. Ogni tentativo di rompere la gabbia di apatia si scontra con un muro invisibile, una forza che lo respinge verso il suo rifugio fatto di silenzio e abitudini vuote. Anche il proprio corpo diventa un territorio estraneo e ostile. Il riflesso nello specchio è l'immagine di un uomo dimesso, un nemico da evitare. La postura stessa si fa racconto del malessere, con le spalle curve che tradiscono il peso interiore. La narrazione scava senza filtri nelle pieghe più intime del dolore mentale, descrivendo l'apatia che appiattisce ogni sapore e spegne ogni entusiasmo, la rabbia repressa e sorda che minaccia di esplodere contro chiunque, l'anestesia emotiva che allo stesso tempo lo protegge e lo imprigiona. Attraverso un flusso di coscienza intimo e potente, l'autore ci conduce nel cuore di un deserto interiore, un luogo arido e silenzioso dove la lotta più difficile e sfiancante non è contro il mondo esterno, ma contro i fantasmi che abitano la propria mente. È il viaggio di un uomo che cerca disperatamente di ritrovare un senso, un barlume di quella leggerezza che osserva con invidia negli altri, una ragione per sentirsi di nuovo, e pienamente, vivo.