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Quando capire non basta. Dalle radici alle ferite, il ritorno a sé - Librerie.coop

Quando capire non basta. Dalle radici alle ferite, il ritorno a sé

€ 17,90
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Youcanprint
EAN 9791224802716
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Corpo, mente e spirito
LINGUA ita

Descrizione

"Quando capire non basta" nasce da un'osservazione clinica ricorrente: le persone che oggi chiedono supporto psicologico sono spesso persone che hanno già capito molto di sé. Sanno raccontare la propria storia con precisione, conoscono le proprie dinamiche, hanno fatto - a volte per anni - un lavoro serio di consapevolezza. E tuttavia restano bloccate nello stesso punto: un corpo che si contrae davanti a una parola, una relazione che si allontana ogni volta che diventa vera, un'ansia che la mente sa spiegare ma non riesce a fermare. Il libro parte da qui per proporre una tesi centrale, sviluppata con rigore ma senza gergo tecnico: la comprensione razionale e il cambiamento reale abitano livelli diversi del sistema nervoso. Le ferite più radicate - l'autrice sceglie deliberatamente questa parola al posto di "trauma", per restituire il tema a chi non si riconosce nell'etichetta clinica ma porta comunque qualcosa di reale - non si sciolgono capendole meglio, ma incontrandole al livello in cui si sono formate: spesso prima delle parole. La struttura portante è la metafora delle cinque radici, presentata nel primo capitolo attraverso l'immagine di un albero sofferente le cui radici, e non la chioma, nascondono il problema reale: il corpo - la radice più antica, sede della memoria implicita e dei segnali che precedono il pensiero; la mente - l'architetto che costruisce credenze e narrazioni, spesso su progetti ereditati dall'infanzia; le emozioni - il sistema di navigazione più onesto, disinnescato quando impariamo a non fidarcene; le relazioni - la radice che si forma con gli altri e che, sola tra tutte, richiede l'altro per guarire; il silenzio / la dimensione spirituale - la radice più profonda e più trascurata, quella del senso. Ogni radice viene esplorata in un capitolo dedicato (dal 2 al 6), aperto da un caso clinico romanzato - Elena, Giovanna, Davide, Lucia, Alessandro e altri, figure composite costruite per essere riconoscibili senza essere identificabili - e sviluppato attraverso spiegazioni accessibili di neuroscienza, teoria dell'attaccamento e ricerca su trauma e regolazione emotiva, sempre ancorate a note bibliografiche puntuali (Van der Kolk, Porges, Beck, Maté, Frankl, tra gli altri). A tenere insieme il percorso è un metodo in sei movimenti che ricorre in ogni capitolo e che dà forma all'acronimo del titolo del metodo, RADICI: Rallentare, Ascoltare, Distinguere, Interrompere, Coltivare, Incarnare. Non si tratta di una lista di tecniche isolate, ma di una sequenza che il sistema nervoso - spiega l'autrice - deve attraversare nell'ordine, un gradino alla volta. Il settimo capitolo chiude il cerchio insegnando a riconoscere il cambiamento reale, spesso silenzioso e non lineare, attraverso un indicatore proposto fin dall'introduzione: non quanto la vita ci colpisce, ma quanto tempo impieghiamo a tornare a noi stessi dopo esserne stati spostati. Il libro si chiude con un epilogo che riprende l'immagine iniziale dell'albero e con una sezione operativa - "Il percorso, un movimento alla volta" - pensata per essere praticata dopo la lettura: una settimana di auto-osservazione strutturata (la "fotografia di partenza") seguita dai sei movimenti in sequenza, con pratiche quotidiane, domande guida e indicatori di progresso. Un breve testo di chiusura, "Un lavoro che continua", invita esplicitamente a non considerare il libro un sostituto della psicoterapia e a cercare supporto professionale qualificato quando i temi toccati richiedono più spazio di quanto un libro possa offrire.