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Il codice della morte. Un'intelligenza artificiale al servizio del male
€ 41,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Youcanprint |
| EAN | 9791224805748 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Gialli e thriller |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Genova, Vigilia di Natale. Laura Ghirardi viene trovata morta nella sua abitazione: nessun segno di effrazione, nessuna violenza apparente, solo un'incisione impercettibile dietro l'orecchio e un disegno tracciato sul petto che sembra un tatuaggio - ed è invece un circuito. Il medico legale Davide Bregante, inquieto, chiama personalmente un vecchio collega: Marco Santini, infermiere legale e forense, laureato in giurisprudenza e in bioingegneria, una formazione ibrida che lo rende una figura più unica che rara nel panorama investigativo italiano. Quando un secondo corpo viene trovato a Boccadasse e le indagini si intrecciano con un caso apparentemente slegato a Milano, il commissario Renzo Battaglia e l'analista Elena Ricci individuano il filo comune che le lega tutte: le vittime condividono una mutazione genetica rarissima e asintomatica, capace di provocare arresti cardiaci sistematicamente scambiati per morte naturale. La pubblica accusa, nella persona della PM Marta Traverso, decide di formalizzare quello che era nato come un favore tra colleghi: Marco diventa consulente tecnico ufficiale, l'unico capace di leggere insieme un referto autoptico, un fascicolo processuale e il codice sorgente di un algoritmo. Le indagini risalgono fino a PROMETHEUS, un sistema di intelligenza artificiale predittiva sviluppato vent'anni prima dal dottor Vittorio Corradi, medico e bioingegnere, all'indomani della morte improvvisa e mai diagnosticata della moglie Livia. Un progetto nato per salvare vite si è trasformato, nel tempo, in Progetto Caronte: un'infrastruttura criminale capace di identificare centinaia di portatori della stessa mutazione in tutta Europa ed eliminarli su commissione, dietro compenso, mascherando ogni morte da tragica fatalità clinica. Ai giornali, quando la vicenda esplode, non resterà che ribattezzarlo con un terzo nome, l'unico che riusciranno mai a pronunciare pubblicamente: il caso Thanatos. Il cerchio si stringe attorno a Luca Falchi, ex dottorando di Corradi e artefice tecnico dell'infrastruttura: la sua cattura, ottenuta attraverso una complessa cooperazione internazionale con Europol, apre un processo che diventa il caso giudiziario e mediatico più seguito degli ultimi vent'anni. Un'aula affollata, periti che si affrontano su ogni dettaglio tecnico e clinico, una difesa che tenta ogni strada percorribile, e un impianto accusatorio rafforzato anche dalla piena collaborazione dello stesso imputato, che permette di identificare e mettere in salvo decine di vittime designate ancora in vita. La sentenza di primo grado, confermata in appello e resa definitiva dal rigetto del ricorso in Cassazione, stabilisce per la prima volta in Italia un principio destinato a fare scuola nei tribunali di tutta Europa: la responsabilità di un crimine commesso attraverso un'intelligenza artificiale resta sempre, e soltanto, umana. Ma Vittorio Corradi, il vero architetto del sistema, la mente che ha trasformato un lutto personale in un'ideologia e un algoritmo in un'arma, non viene mai catturato. Il romanzo segue tutti i suoi protagonisti ben oltre la sentenza: negli anni e nei decenni successivi, tra lutti, lauree, cattedre conquistate altrove e una domanda che nessuno di loro riesce mai del tutto ad archiviare. Perché "Il Codice della Morte" non è soltanto la cronaca di una caccia all'uomo, ma un'indagine più ampia e scomoda, condotta con il rigore di chi il diritto e la medicina li conosce da dentro: che cosa succede quando la tecnologia più sofisticata mai creata per curare diventa lo strumento perfetto per uccidere - e chi, davvero, deve risponderne? Chi costruisce lo strumento, o chi decide di usarlo? Un legal-thriller che intreccia diritto penale, medicina legale e intelligenza artificiale, e che pone al lettore la domanda più difficile e più attuale del nostro tempo: quanto della nostra umanità siamo disposti a delegare a un algoritmo -e chi ne risponde, quando qualcosa va storto.