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Noi, l'errore. Neotenia, geni e plasticità. La storia contingente che ha reso possibile Homo sapiens - Librerie.coop

Noi, l'errore. Neotenia, geni e plasticità. La storia contingente che ha reso possibile Homo sapiens

€ 38,00
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Youcanprint
EAN 9791224808459
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Scienze
LINGUA ita

Descrizione

Siamo abituati a raccontare l'evoluzione umana conoscendone già il finale. Guardiamo un cranio fossile, una mutazione, un utensile, l'espansione della corteccia cerebrale e, inevitabilmente, vediamo qualcosa che conduce verso di noi. Ma l'evoluzione non sapeva che saremmo arrivati. Da questa constatazione prende avvio "Noi, l'errore", un viaggio fra biologia evoluzionistica, genetica, neuroscienze e filosofia che prova a raccontare l'Homo sapiens rinunciando alla più tenace delle illusioni antropocentriche: quella di considerarci, esplicitamente o implicitamente, il risultato verso cui la storia della vita stava procedendo. Il punto di partenza è la neotenia, la modificazione dei tempi dello sviluppo che ha assunto caratteristiche particolarmente rilevanti nella linea umana. L'infanzia prolungata, la lunga maturazione di alcuni processi cerebrali e la plasticità che ne deriva non vengono presentate come gradini di una scala diretta verso una maggiore perfezione, ma come esiti di una storia evolutiva fatta di variazioni, vincoli e contingenze. Da qui il libro entra nella biologia molecolare. Duplicazioni geniche come quelle che hanno interessato SRGAP2, modificazioni di geni coinvolti nello sviluppo corticale come ARHGAP11B, cambiamenti nella regolazione dell'espressione genica mostrano qualcosa di molto più interessante della ricerca di un fantomatico "gene dell'intelligenza": piccole modificazioni materiali possono alterare proliferazione cellulare, maturazione sinaptica e tempi dello sviluppo, cambiando così le condizioni biologiche entro le quali divengono possibili traiettorie successive. Non esiste una mutazione nella quale sia scritto uomo. Esiste una genealogia di possibilità. Il percorso si allarga allora alla paleontologia e alla teoria evolutiva: equilibrio e cambiamento, estinzioni, catastrofi, deriva, selezione, vincoli e contingenza. Il caso che attraversa queste pagine non è assenza di cause né puro caos. È ciò che accade quando le leggi della natura delimitano uno spazio di possibilità senza prescrivere in anticipo quale storia debba realizzarsi. Ma a un certo punto accade qualcosa di decisivo. Un organismo caratterizzato da una lunga apertura allo sviluppo diventa profondamente dipendente dall'esperienza e dagli altri. Ciò che una generazione apprende può essere trasmesso alla successiva senza modificare una sola base del DNA. Nasce una seconda eredità. Utensili, gesti, parole, tecniche, insegnamento e istituzioni diventano parte dell'ambiente nel quale cresceranno gli individui successivi. La cultura non prende il posto della biologia: diventa possibile grazie a una biologia sufficientemente plastica da lasciarsi modificare dall'esperienza. Il libro segue questa trasformazione fino a una scena apparentemente semplicissima: due cervelli e un oggetto assente. Un individuo produce un segno; l'altro comprende qualcosa che non è davanti a nessuno dei due. Il passato può essere raccontato, il futuro anticipato, ciò che non esiste immaginato. Il simbolo libera una parte dell'esperienza dalla necessità della presenza. Ed è proprio qui che la parola errore cambia significato. Il viaggio si chiude tornando a Nietzsche e alla terribile favola con cui Su verità e menzogna in senso extra-morale si apre: gli animali intelligenti inventano il conoscere, poi muoiono, «e sarà come se nulla fosse accaduto». Noi, l'errore non cerca di consolare il lettore davanti a questa possibilità. Se Homo sapiens scomparisse, l'universo non perderebbe il proprio centro, perché non siamo mai stati quel centro. La nostra contingenza, tuttavia, non rende meno straordinario ciò che è accaduto. Una storia senza progetto ha prodotto esseri capaci di progettare. Una storia senza previsione ha prodotto esseri capaci di immaginare il futuro. Una storia che non aveva noi come traguardo ha prodotto esseri capaci di ricostruire la storia che li ha resi possibili. Non eravamo inevitabili. Non eravamo attesi. Siamo accaduti.