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Il secolo delle tenebre. François Furet e la genealogia della modernità politica tra rivoluzioni, totalitarismi e memorie europee - Librerie.coop

Il secolo delle tenebre. François Furet e la genealogia della modernità politica tra rivoluzioni, totalitarismi e memorie europee

€ 27,90
Dettagli
FORMATO Brossura
EDITORE Youcanprint
EAN 9791224808947
ANNO PUBBLICAZIONE 2026
CATEGORIA Attualità e politica
Storia
LINGUA ita

Descrizione

Il Novecento è stato definito da Tzvetan Todorov «il secolo delle tenebre», un periodo storico segnato da un enorme sviluppo della tecnica, della scienza e della politica di massa, ma, al tempo stesso, da violenze di proporzioni inedite: le due guerre mondiali, le rivoluzioni, i genocidi, le persecuzioni, i campi di sterminio e i sistemi di dominio capaci di mettere profondamente in discussione l'idea stessa di progresso. È all'interno di questa contraddizione che si colloca il presente volume, nato dall'analisi del pensiero e delle opere di François Furet e progressivamente sviluppatosi in una più ampia riflessione sulla modernità politica europea. La figura dello storico francese costituisce il punto di partenza per affrontare alcuni dei principali nodi storiografici. Tra questi si possono citare la Rivoluzione francese, la nascita della politica moderna, la cosiddetta «illusione comunista», il fascismo, il nazionalsocialismo e il problema del totalitarismo. L'analisi prende le mosse dal 1789, considerato non soltanto come l'evento che pose fine all'Ancien Régime, ma come uno dei momenti fondativi di una nuova concezione della politica, fondata sulla sovranità popolare, sulla mobilitazione delle masse e sulla possibilità di trasformare radicalmente la società attraverso l'azione politica. È proprio nella Rivoluzione francese che Furet individuò alcune delle premesse della politica moderna e delle sue successive degenerazioni, senza tuttavia stabilire un rapporto meccanico o deterministico tra il 1789 e le tragedie del XX secolo. Da questa prospettiva, il presente lavoro segue l'evoluzione delle grandi ideologie novecentesche e delle forme attraverso cui esse cercarono di dare una risposta alle crisi della modernità. Particolare attenzione è dedicata al comunismo sovietico e alla sua capacità di presentarsi come una promessa universale di emancipazione, fino a trasformarsi, nella lettura di Furet, in una vera e propria «illusione». Accanto al comunismo vengono analizzati il fascismo e il nazionalsocialismo, con particolare riguardo alla mobilitazione delle masse, alla propaganda, al culto del capo, alla sacralizzazione della politica e alla costruzione di una visione totalizzante della società. Il tema del totalitarismo conduce quindi al confronto con alcune delle principali interpretazioni elaborate nel corso del Novecento. Il pensiero di Furet viene posto in dialogo con studiosi quali Hannah Arendt, Ernst Nolte, Renzo De Felice, George L. Mosse, Emilio Gentile, Domenico Losurdo e altri protagonisti del dibattito storiografico, fino alla controversia (Historikerstreit) sul rapporto tra il bolscevismo e il nazionalsocialismo e alla costruzione della memoria europea dopo il 1945. Il percorso non si conclude con la fine della Seconda guerra mondiale. La Guerra fredda, il crollo del comunismo e il 1989 aprono infatti una nuova fase, nella quale l'Europa è chiamata a confrontarsi con le proprie memorie, con la Shoah, con i Gulag, con le dittature e con il difficile rapporto tra la storia, la memoria e l'identità. Il filo conduttore dell'intero lavoro rimane così il rapporto tra l'emancipazione e il dominio, tra la libertà e la totalizzazione della politica. Pertanto, il totalitarismo viene considerato come una delle possibilità generate dalle tensioni interne alla stessa modernità politica e non soltanto come una parentesi estranea alla storia europea. È proprio questa prospettiva a rendere ancora attuale la riflessione sul Novecento, comprendere le sue tragedie significa interrogarsi sulle promesse, sulle illusioni e sulle contraddizioni che hanno accompagnato la politica contemporanea.