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La scrittura che salva. Tre letture su Kafka: Arendt, Benjamin, Canetti
€ 25,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | La Scuola di Pitagora |
| EAN | 9791256131006 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Filosofia Critica e storia della letteratura |
| COLLANA / SERIE | Criterio |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Solo a pochi è capitato in sorte di essere quasi sconosciuti in vita e di raggiungere in breve dopo la morte rinomanza mondiale. Così osservava Max Brod, l'amico di una vita di Kafka, al quale si deve la fama postuma dello scrittore praghese. A partire dal centenario della morte, celebrato nel 2024, si assiste a una ripresa dell'attenzione per i testi kafkiani, testimoniata da nuove traduzioni e dalla riedizione di saggi critici tra i più noti. Il libro che qui si presenta non è propriamente un libro su Kafka. Eppure nel testo non si parla che del grande scrittore, riflesso nello sguardo originale di personalità tra le più rappresentative della cultura del Novecento: Hannah Arendt, Walter Benjamin, Elias Canetti. Si potrebbe dire che tutti e tre hanno incontrato Kafka in letture occasionali, divenute nel tempo più radicali per avere accolto senza remore quegli intrighi di senso che altri avrebbero preteso di spianare forzatamente alla vista. Mai hanno creduto possibile il perseguimento dell'interpretazione definitiva, né vollero esasperare l'analisi dello stile con l'intento di sciogliere tutte le metafore o di smontare ogni volta la struttura parabolica del racconto. A Kafka è ispirato il titolo del libro, per l'allusione al significato "salvifico" della scrittura, alla quale egli intese affidare l'intera vita. Tutto in Kafka è letteratura: racconti e romanzi, diari e appunti, lettere, aforismi e scritti vari. Anche solo in poche righe si cela per lo più un mondo intero, reale, fantastico, psicologico, metafisico.